26 Gennaio Gen 2017 1843 26 gennaio 2017

Dove c'è Trump non c'è Christo

Con Over The River avrebbe impacchettato il fiume Arkansas. Ma l'artista ha deciso di rinunciare al progetto di una vita. «Divergenze troppo profonde col neo eletto presidente statunitense».

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Può una fede politica o un'opinione bloccare il lavoro di una vita? Certo che sì. Soprattutto se ti chiami Christo. L'artista 81enne, dopo 20 anni di lavoro, 15 milioni di dollari spesi di tasca sua e un numero infinito di conflitti legali, ha deciso di rinunciare al progetto Over The River. Ovvero la gigantesca opera d'arte che avrebbe impacchettato una porzione del fiume Arkansas. Quella che attraversa, tanto per intenderci, il Colorado per quasi 42 miglia. Tutta colpa di Donald Trump. O meglio della sua elezione a 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America (leggi qui le altre proteste contro il tycoon).

QUESTIONE DI PRINCIPIO
«Sono un artista libero e vengo da un Paese che era comunista. Non voglio realizzare un lavoro che poi andrebbe a recare un effetto benefico a questo padrone di casa». L'installazione verrebbe eseguita su un territorio di proprietà federale e dunque riconducibile al neo presidente Donald Trump. Una situazione che l'artista non vuole nemmeno prendere in considerazione.

PROTESTA FORTE
E quella di Christo è una delle proteste più recenti e più forti nella storia dell’arte. La decisione dell'artista ha fatto tirare un sospiro di sollievo a numerose associazioni ambientaliste. Specialmente perché l’opera d’arte sarebbe stata, con ogni probabilità, dannosa per l’ecosistema fluviale.

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