25 Gennaio Gen 2017 1319 25 gennaio 2017

Una valanga di webeti

Giorgia Galassi, sopravvissuta alla tragedia dell'hotel Rigopiano, è stata insultata su Facebook. La sua colpa? Aver pubblicato la foto di un regalo ricevuto. In parole povere, di essere tornata alla vita.

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giorgia galassi


Giorgia Galassi è tra i sopravvissuti dell'hotel Rigopiano. Insieme al fidanzato Vincenzo, ha trascorso 58 ore al buio sotto la slavina, mangiando neve. Tornata alla vita, ha deciso di ringraziare su Facebook i soccorritori e tutte le persone che le sono state vicine, anche solo con il pensiero. Ebbene, incredibilmente, ha attirato verso di se tanto odio, 'sputato' dagli utenti del social network sulla sua bacheca. C'è chi ha scritto «Mi sembra di cattivo gusto postare la foto sorridente con gli altri dispersi sotto la neve» (anche se non ha pubblicato foto di questo tipo dopo che è stata salvata) e chi si è spinto fino a «Sei una merda».

I COMMENTI PIENI DI ODIO...
Ancora peggiori i commenti sotto a una foto, postata il giorno successivo, di un regalo speditole da Londra da un'amica. Eccone alcuni: «Ma quale vittima? Se fosse capitato a me sarei ancora traumatizzata, e non avrei la voglia di pubblicare frivolezze come quella del regalo. Ma per favore...», «Se fossi al posto del tuo ragazzo ti darei un calcio in culo e ti mandare affanculo seduta stante! Vali meno di niente», «Beh adesso son pronte lei e la mamma per il programma della D'Urso, sta a vedere». E poi: «Ti senti una star adesso eh ? Guarda quanta gente hai attirato...» e «Questa Giorgia al posto di ringraziare Dio e i soccorritori che la hanno salvata pensa a pubblicare le cazzate che ingrata e i miei compaesani invece sono morti che rabbia». Ma sono solo alcuni esempi, perché l'ondata di commenti non accenna a placarsi.

... E I MESSAGGI POSITIVI
Per fortuna, in tanti l'hanno incoraggiata. Con commenti come questo: «Io non ti conosco, ma ho sinceramente sperato che qualcuno fosse vivo li sotto. Sono molto contenta che tu sia sopravvissuta. Vivi anche per chi non ce l'ha fatta e goditi la tua rinascita, senza badare a un branco di leoni da tastiera patetici». Oppure questo:  «Dopo essermi immedesimato in questa vicenda terribile,vedere una ragazza sopravvissuta che compie gesti di vita quotidiana come scrivere su fb è veramente una grande emozione».

LEONI DA TASTIERA
Personalmente, tutto questo è allucinante. Giorgia non ha il diritto di essere felice? Di godersi, come l'ha definita, la sua rinascita? Di ringraziare un'amica che le ha fatto un regalo o, addirittura, chi l'ha salvata o ha pregato per lei? Certo che ha questo diritto. E ha anche quello di postare presto una foto con la duck face, come ha sempre fatto su Facebook. E poi selfie allo specchio, foto in costume al mare, in pose ridicole con il ragazzo, nei camerini dei negozi di abbigliamento e persino in barca facendo la vip. Come ha sempre fatto. E come fanno gli stessi leoni da tastiera che la insultano. Persone che si geolocalizzano ovunque, che fanno foto al sushi all'all you can eat, che postano gattini. Gente che non è mai uscita dall'Italia ma che scrive «Trump is not my president», che condivide post sulle scie chimiche o musica, questa sì, di merda. Individui secondo cui invece Giorgia dovrebbe fingere di non esistere, annullandosi per una tragedia che l'ha coinvolta ma non uccisa e sentirsi in colpa per essere ancora viva. Come se avesse scritto: «Alla faccia di chi è rimasto sotto la slavina, io mi godo questo regalo». Fatevene una ragione, Giorgia è sopravvissuta a una valanga vera, non si curerà certo di una fatta di insulti. In ogni caso, Mentana ha ragione e c'è poco da fare: Internet pullula di webeti.

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