23 Gennaio Gen 2017 1302 23 gennaio 2017

Trumpiste d'Italia

Maschilista e razzista? «E anche se fosse?». Anche nel nostro Paese il neo presidente Usa ha dei sostenitori. Molti dei quali sono donne. Ecco la nostra chiacchierata con dieci di loro.

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President Elect Trump Continues His Thank You Tour In Grand Rapids, Michigan

Daniela Santanchè e Francesca Immacolata Chaouqui, la pasionaria di destra e la 'papessa' coinvolta in Vatileaks, sono tra le poche donne italiane famose ad aver messo la faccia a favore di Donald Trump, il presidente americano che - a dispetto dei media - ha vinto contro Hillary Clinton. Il repubblicano ha prevalso sulla candidata democratica nonostante in campagna elettorale siano piombate le accuse di vecchie molestie sessuali da parte di una decina di donne e si sia parlato di un suo video con frasi rubate da una chiacchierata privata, in cui affermava che se sei una star le donne puoi prenderle per la 'figa' (in inglese, pussy). Frasi nei confronti delle quali il suo stesso partito ha preso le distanze, ma che non hanno fatto del tutto allontanare l’elettorato femminile. Anche se, all’indomani dell’insediamento, 500 mila donne sono scese in piazza a Washington per manifestare contro la sua elezione.

ITALIANS 4 TRUMP
Anche in Italia Trump ha i suoi fan, anzi addirittura un’associazione, che mira a diventare un partito, Italians 4 Trump, capeggiata dalla triade Gianmario Ferramonti, Alfredo Esposito e Leo Zagami. I primi due sono volati a Washington per l’insediamento mentre il terzo, assieme al professor no euro Antonio Maria Rinaldi ha dato vita a una doppia festa nella Capitale per l’insediamento di Trump: una a via Sallustiana non lontana dall’ambasciata americana e l’altra a Palazzo Ferrajoli, a due passi da Palazzo Chigi, dove sono transitate centinaia di persone tra fan, simpatizzanti e curiosi. Tra i partecipanti abbiamo selezionato 10 trumpiste, dure e pure, che ci hanno spiegato perché credono in Donald.

DALL'ATTIVISMO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE A TRUMP
Isabella Moro, 71 anni. Cura le relazioni esterne di diverse associazioni benefiche, di cui una contro la violenza sulle donne. Ha dato una mano nell’organizzazione dell’evento di Palazzo Ferrajoli. «Sono una trumpista vera», dice a LetteraDonna, «poiché è un uomo che dà la forza all’uomo che è stata persa. Indebolendo l’uomo ci siamo indebolite anche noi donne checché se ne dica. Io sono sposata da 48 anni e ho sempre rispettato la figura maschile, nel momento in cui l’uomo si sente debole davanti alla donna automaticamente diventa violento». La signora  Moro non crede alle accuse di molestie sessuali: «Bisogna vedere in quale contesto si è trovato Trump. È vero che bisogna analizzare l’uomo per quello che fa, ma bisogna analizzare anche la donna per quello che riceve», dice.

CONTRO L'IPOCROSIA FEMMINISTA DELLA SINISTRA
Stefania Oliva, 44 anni. Al momento disoccupata, ha fatto tanti lavori ed è stata titolare di una piccola ditta di pulizie «essendo una nazionalista assumevo solo italiani, madri italiane, che pagavo il giusto. Non come fanno gli altri che assumono stranieri per sfruttarli». La politica dei democratici americani non le è mai piaciuta, incluso Obama: «Li considero una casta, un’élite. Trump, anche se ricco, lo vedo più umano», afferma. «Naturalmente non possiamo esserne certi, ma questa è l’impressione che dà e poi mi piacciono le sue idee, il fatto che non sia un interventista come gli altri, mi piace il fatto che sia nazionalista… Vorrei anche io un governo nazionalista qui in italia, che facesse i nostri interessi invece che quelli di tutti gli altri». Del maschilismo? «Non gliene può fregar di meno, questa è un’ipocrisia tipica della sinistra e delle femministe, che accusano Trump di sessismo, ma poi accettano il velo islamico, che è la cosa più orrenda e maschilista che esista». Lo stesso discorso vale per le accuse di xenofobia, che, secondo Oliva, «vengono fatte a ogni nazionalista, ormai il velo è caduto. I media mondiali, che sono al servizio di questi democratici di sinistra, dovrebbero mettersi in testa il fatto che la gente non è così stupida da credere alle loro cretinate, ci siamo accorti che ci stanno manipolando e non ci piace».

UNA BOTTIGLIA MADE IN ITALY PER TRUMP
Guerrina Lupo, gli anni «non si chiedono». Impenditrice, ha ideato la bottiglia d’oro commemorativa dell’elezione di Trump unendo il meglio del made in Italy. «Anche in Italia si dovrebbe fare una politica che mette al centro il Paese e la sua eccellenza, così come vuole fare il presidenre americano», dice a LetteraDonna. «I suoi sostenitori italiani nascono a prescindere da lui, sono per il rinnovamento. Donald in questo senso rappresenta al meglio quella politica di cambiamento che noi vogliamo». Anche a lei delle accuse di molestie interessa poco: «Io considero il politico e il suo progetto».

LA FIGLIA DELL'AVVOCATO CONTRO IL SIGNORAGGIO BANCARIO
Caterina Marra, 23 anni. Laureanda in Giurisprudenza a Roma Tre, figlia di Alfonso Luigi Marra, avvocato contro il signoraggio bancario, noto alle cronache rosa per il suo flirt con Sara Tommasi. «Sono una trumpista moderata», ci dice. «Il motivo principale per il quale sono felice della sua elezione è perché è una figura di discontinuità, rappresenta la rottura con il regime, di cui Clinton faceva parte». Per lei Trump «è un po’ maschilista, diciamo di sì… Io sono per la parità dei sessi, ma non sono una femminista. Vivo in una famiglia con tre fratelli e un padre e penso che il mondo sia governato anche dai ruoli. Non sono una di quelle donne che apprezza l’esistenza delle quote rosa, saranno i miei valori a farmi andare avanti, non le quote rosa. Trovo il femminismo estremista un po’ isterico. Le donne devono fare quello che vogliono: lavorare, avere gli stessi diritti… Ma se una donna decide di fare la mamma lo deve poter fare». Marra ha infine qualche dubbio sulla politica sull’immigrazione: «Non sono favorevole all’innalzamento del muro tra il Messico e gli Usa».

LA PROFESSORESSA PRECARIA
Sara Piersantelli, 36 anni. Professoressa precaria della scuola pubblica, in attesa dei risultati della graduatoria di merito dopo l’ultimo concorso. «Ho litigato con moltissime donne per il mio sostegno a Trump. Tante di loro sostenevano che, visto che c’era la prima candidata donna, andava sostenuta proprio in quanto donna. Io invece ritengo che sia la persona a dover essere premiata per le sue capacità o perlomeno per il suo progetto politico». E per Piersantelli quello di Trump era l’unico che a livello economico aveva lo scopo effettivo di aiutare la popolazione americana, avendo tra gli obiettivi quello di mantenere sul suolo del proprio Stato la produzione per recuperare un mercato interno. «Trump ha già indicato questa direzione chiaramente nel suo programma elettorale e neanche ha fatto in tempo ad insediarsi che le sue parole hanno creato delle conseguenze, vedi la Ford, che non ha più aperto una nuova fabbrica in Messico, ma ha investito negli Stati Uniti. Questa è la politica che serve oggi e che servirebbe anche all’Italia». Neanche a lei piace lo slogan del muro, «ma avere un maggior controllo garantisce sicurezza per chi accoglie e per chi entra». E sulle accuse di molestie dice: «Anche Clinton ce le aveva. Hillary ha perdonato tutto al marito. Quando ci sarà una condanna ci crederò. Nel video diffuso in campagna elettorale le parole sessiste di Trump sono le stesse che sento tra i miei amici quando scherzano, il problema è anche il contesto in cui vengono dette. Non siamo in un’epoca così femminista, le stesse donne che si definiscono femministe poi sono contro le donne. Il che non vuol dire che sia un bene, semplicemente non la vedo come una discriminante. Limitarsi ai dettagli per giudicare Trump senza vedere l’insieme è pretestuoso».

PER UN NUOVO ORDINE MONDIALE
Maria Antonietta Cannizzaro, anni «non si chiedono mai a una donna». Presidente M.S.I. - Destra nazionale, movimento di ispirazione fascista, titolare del simbolo della fiamma tricolore. Anni fa ha fatto scalpore la sua iniziativa di creare delle ronde per la sicurezza, non è molto amata dagli ex An che l’hanno cacciata dalla mostra sui 70 anni dell’Msi a Roma. «Mi rivedo in Trump», ammette. «Non ha paura di dire le cose, abbiamo le stesse ideologie e un programma quasi uguale. Lui è contro l’ordine mondiale e lo sono anch’io, lui vuole chiudere le frontiere e anche io. Io guardo il suo programma politico, non ascolto i pettegolezzi». Trump non le sembra maschilista: «Io sono presidente di un partito che è stato sempre maschilista, nel movimento sociale italiano era impensabile che una donna andasse a capo del partito. In Italia le donne non sono tanto portate a fare politica, devo combattere tutti i giorni con gli uomini ma mi sta bene. Piuttosto che mettere in lista parenti perché obbligata dalle quote rosa, preferisco averne poche e motivate».

DA UNA FAMIGLIA MONARCHICA BOLOGNESE
Anna Maria Mignani, 73 anni. Confessa candidamente che nella sua vita non ha mai avuto bisogno di lavorare, ma si è data sempre da fare, prima dando una mano nello studio del marito, poi in quello del figlio. Liberale da sempre, viene da una famiglia monarchica di Bologna. Le piace Trump perché è in rottura con la globalizzazione «che non ha portato nulla di buono. La parola democrazia viene da demos, popolo, con Trump la sovranità torna al popolo». Obama, invece, non l'ha mai apprezzato. E non crede alle accuse di molestie nei confronti del presidente, ed è d'accordo con la sua politica sull’immigrazione: «Anche in Italia non dovremmo consentire ai clandestini di entrare. Questa immigrazione incontrollata mi ha fatto diventare razzista».

LA CAMPIONESSA DI CANOTTAGGIO NATA IN SUDAFRICA
Gabriella Bascelli, 34, cittadina italiana nata in Sudafrica. Ha sposato un romanista e ora fa la mamma di due gemelle di 16 mesi. Campionessa di canottaggio, ha partecipato alle Olimpiadi con la maglia italiana. «America first, sono d’accordo con Trump», assicura. «Qualsiasi presidente dovrebbe fare una politica del genere: prima ascolto i bisogni dei miei, poi quelli degli altri. Le accuse di maschilismo non mi spaventano, per me è innocente fino a prova contraria. Gli uomini potenti attirano sempre molta invidia. È giusto che si controlli l’immigrazione: se vieni a lavorare sei il benvenuto, se vieni per delinquere no».

EX PARTITA IVA VESSATA, ORA MAMMA A TEMPO PIENO
Camilla Corti, 35 anni. Moglie di Fabrizio Bonanni Saraceno, che con la sua associazione Verso il futuro ha collaborato nell’organizzazione dell’evento di Palazzo Ferrajoli, è mamma a tempo pieno di due bimbe ed ex commerciante: «Avevo una cartoleria», ci racconta. «Dopo cinque anni ho chiuso, perché tutto quello che guadagnavo andava allo Stato, al Comune, all’Inps. In Italia le partite iva sono vessate, sottoposte a uno stress continuo anche mentale. Quello che dice Trump mi piace, è uno che ha lavorato, non entro nel merito del gossip». Non le è piaciuto come è stata giudicata la first lady Melania: «se è bella non vuol dire che non abbia carattere o che abbia sposato Trump per convenienza. Sull’immigrazione Donald ha dato un taglio estremista, ma noi abbiamo bisogno di confini netti altrimenti non aiutiamo gli immigrati e danneggiamo noi. Delimitare i confini non significa essere razzisti».

LA PIANISTA CHE FUGGIREBBE CON TRUMP
Laura Migliaccio, in arte Lauren, 37 anni, è pianista e vocalist. «Hanno sbagliato i grandi artisti a non cantare per lui», dice sconsolata. «Non lo conoscono, non sanno come si comporterà. È simpatico, fa un po’ il maschio con il pugno di ferro, l’uomo forte… È innovativo e diretto. Io suonerei e canterei sempre per lui, non toccata e fuga (è una battuta, l’ha capita?). Solo fuga con Trump. L’aver esternato la sua vicinanza a Putin è stata un’arma a doppio taglio».

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