23 Gennaio Gen 2017 1812 23 gennaio 2017

Il gigante e la bambina

Quando Rachele, la piccola sfollata di Valle Castellana, non è più riucita a muovere un passo in mezzo a tutta quella neve, a soccorrerla ci ha pensato l'alpino Mattia Popesso. Ecco la sua storia e della foto che l'ha reso famoso.

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soldato

Valle Castellana, in provincia di Teramo, è uno dei tanti comuni fatto evacuare dopo le abbondanti nevicate che si sono concentrate nel Centro-Sud Italia. Troppo rischioso restare, meglio allora lasciare le proprie abitazioni e partire vero zone dove quella coltre bianca, che nel giro di poco tempo aveva inghiottito tutto, era più gestibile. Tra gli abitanti di quel piccolo comune di 977 anime c'era anche Rachele e la sua famiglia. Anche loro erano stati raggiunti dai militari per l'evacuazione preventiva. Nessun mezzo era riuscito ad arrivare in paese e per raggiungere l'elicottero che li avrebbe portati in salvo, gli sfollati dovevano percorrere due chilometri in mezzo alla neve.

IL GIGANTE BUONO
Un percorso lungo e stancante. Soprattutto per quella bimba di soli 5 anni che a un tratto si è immobilizzata. Faceva troppo freddo e le forze la stavano abbandonando. Poi una mano tesa e una voce gentile che la esortava a non arrendersi: «Vieni in braccio a me, ti scaldo le mani». Mattia Popesso è un alpino e come un gigante buono ha preso Rachele in braccio e l'ha portata in salvo. «Le ha dato un pezzo di cioccolato e le ha scaldato le manine», racconta la mamma della bambina. Poi, dopo qualche parola per ottenere la sua fiducia l'ha caricata sulle spalle fino ad arrivare all'elicottero. Il tutto documentato da una foto che ha fatto subito il giro del web.
E sulla pagina Facebook degli Alpini si legge un ringraziamento al soldato Mattia «non-eroe capitato per caso in una foto a rappresentare tutti coloro che fanno semplicemente il loro dovere, con la testa e con il cuore. Per esservi presi cura in questo disastro della gente tenace che tiene in vita le nostre montagne, grazie».

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