23 Gennaio Gen 2017 1318 23 gennaio 2017

Anche la Francia ha il suo Sanders

Contro ogni aspettativa, Benoît Hamon è arrivato in testa al primo turno delle primarie socialiste del Paese. Ecco cosa sappiamo sul possibile candidato alle presidenziali pronto a sfidare Manuel Valls al ballottaggio.

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Benoît Hamon

Con una campagna incentrata in particolare su temi sociali e con uno slogan che vuole «far battere i cuori della Francia», Benoît Hamon ha scalato i sondaggi in poche settimane, per poi trovarsi, con il 35% dei voti, in testa al primo turno delle primarie socialiste francesi. Al secondo posto, col 31%, Manuel Valls. Con il ballottaggio del 29 gennaio i francesi sono chiamati a scegliere chi tra i due candidati è destinato a continuare la corsa all'Eliseo.

LA CARRIERA
Nato nel 1967 a Saint-Renan, nel dipartimento del Finistère (Bretagna), Hamon ha passato l'infanzia a Brest e in seguito a Dakar, dove il padre, ingegnere alla direzione delle costruzioni navali, era stato trasferito. Tornato in Bretagna, dopo il divorzio dei genitori, si è laureato in storia e si è impegnato all'interno del partito socialista, per divenire, a 24 anni, assistente parlamentare di Pierre Brana, poi assessore per la gioventù accanto a Lionel Jospin (primo segretario del partito socialista), e in seguito consigliere dell'allora ministro del Lavoro e della Solidarietà Martine Aubry. Eletto consigliere municipale di Bréti­gny-sur-Orge (dal 2001 al 2008), riporta Gala.fr, Hamon incarna la Nouvelle Gauche (nuova sinistra): negli anni si è fatto conoscere dai militanti attraverso una serie di interventi sui media per difendere le misure a favore dei lavoratori nelle imprese. Nel 2004 si  è candidato al Parlamento europeo divenendo deputato per la circoscrizione della Francia orientale mentre nel 2005 è stato nominato Segretario nazionale del partito socialista, carica dalla quale si è dimesso dopo due anni.  Nel 2012 è entrato a far parte del governo Ayrault come Ministro delegato all'Economia sociale e solidale e nello stesso anno si è candidato alle elezioni legislative ottenendo la carica di deputato all'Assemblea Nazionale per il dipartimento degli Yvelines. Dopo le dimissioni di Ayrault, nel 2014, Hamon ha mantenuto il posto durante il governo Valls I con la nomina di ministro dell'Educazione nazionale, dell'Insegnamento superiore e della Ricerca. Essendo critico nei confronti delle posizioni eccessivamente centriste di Valls, è stato però poi escluso dal suo secondo governo, nel 2015.

LA MOGLIE
Sulla vita privata di Hamon non si sa molto. È sposato civilmente con Gabrielle Guallar e hanno due figli. Di origini danesi e catalane, Guallar ha alle spalle una carriera prolifica e brillante. Parla correntemente cinque lingue: inglese, danese, spagnolo, catalano e francese. Laureata all'Istituto di studi politici di Parigi nel 1996, ha ottenuto anche un master in Studi politici e amministrativi europei all'Europacollege di Bruges, in Belgio. Per sei anni ha poi lavorato nel campo della ricerca per la ditta KEA di Bruxelles, come consulente sulle politiche culturali europee e nel 2006 è entrata nel Centro Nazionale di Cinematografia e di immagine in movimento, a Parigi: gestisce le relazioni tra le autorità francesi ed europee nel settore audiovisivo. Da due anni ha inoltre ottenuto un posto, come responsabile degli affari pubblici, nella direzione del gruppo del lusso LVMH. Una carriera, quella della donna, che potrebbe far 'arrossire' il candidato in corsa, il quale però, sul canale C8 francese ha dichiarato di essere molto felice che la moglie sia «cento volte più qualificata» di lui. E ha sottolineato: «Fa un bellissimo lavoro, ma non grazie a me».

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