20 Gennaio Gen 2017 1238 20 gennaio 2017

Vip uniti sotto la Trump Tower

Robert De Niro, Julianne Moore, Cher, Mark Ruffalo, Alec Baldwin. Ma anche il sindaco Bill de Blasio. Tutti insieme, per protestare a New York contro il nuovo presidente Usa.

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Robert De Niro gli ha fatto la linguaccia, Alec Baldwin lo ha imitato, Cher ha cantato contro di lui. E Michael Moore ha invitatogli americani che non vogliono vederlo alla Casa Bianca a manifestare per altri 100 giorni. Nella sera che precedeva l'Inauguration Day di Donald Trump, le proteste contro il nuovo presidente eletto non si sono placate. Anzi, hanno trovato nuova linfa grazie ai vip, che a New York hanno partecipato alla manifestazione We Stand United.

CHER SENZA PELI SULLA LINGUA
Davanti a migliaia di persone che hanno affollato le strade attorno alla Trump Tower, si sono alternati sul palco attori, politici e attivisti. Tra di loro Cynthia Nixon, la Miranda di Sex and the City: «Sì, abbiamo fatto un passo indietro, ma possiamo vederlo come una sfida. E dove c'è una sfida c'è l'opportunità di dimostrare che l'amore, l'uguaglianza e l'unità possono sconfiggere l'odio e la discriminazione». Cher, che ha visto passare alla Casa Bianca 12 presidenti, ha parlato di «stronzi di Washington», mentre Robert De Niro, che com'è noto gradirebbe prendere a pugni Trump, lo ha preso in giro leggendone i tweet più ridicoli, cercando comunque poi di smorzare i toni: «Qualsiasi cosa accada, americani, newyorchesi e patrioti, restiamo uniti per i diritti dei cittadini».

DA HOLLYWOOD ALLA POLITICA
Il regista Michael Moore si è rivolto così ai manifestanti: «Grazie per essere venuti all'ultima notte prima dell'era trumpiana: durerà poco, ma sarà studiata per secoli». In una serata in cui Hollywood ha risposto di nuovo 'presente', sono saliti sul palco anche Alec Baldwin, con la consueta imitazione di Donald Trump (come al Saturday Night Live), oltre a Julianne Moore, Mark Ruffalo, Sally Field e Rosie Perez. Alla serata anti-Trump hanno partecipato inoltre alcuni esponenti della politica. C'era il sindaco di New York, Bill de Blasio: «Ha sempre detto di aver creato un movimento. Bene, adesso sta a noi costruirne un altro». Insieme a lui, tra gli altri la moglie attivista Chirlane McCray, la sindaca di Minneapolis Betsy Hodges e il reverendo Al Sharpton Jr., religioso attivista, politico e occasionalmente anche attore.

MADONNA PARLA DA BROOKLYN
Nella stessa serata e sempre a New York, ma al Brooklyn Museum, Madonna (tra gli artisti che si erano schierati per Hillary Clinton) è tornata a parlare di Trump: «Ci sta facendo un grande favore, perché più in basso di così si può andare. Possiamo solo risalire, attraverso la distruzione o la creazione. Io ho scelto la seconda». La regina del pop, che indossava una t-shirt nera con la scritta 'Feminist', era al Brooklyn Museum per evento con l'artista Marilyn Minter che aveva come tema l'arte nei momenti di protesta. A moderarlo la poetessa Elizabeth Alexander, che aveva partecipato all'Inauguration Day di Barack Obama otto anni fa.

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