10 Gennaio Gen 2017 1325 10 gennaio 2017

Ziggy dai mille volti

Camaleontico. È uno degli aggettivi più abusati per tentare di descrivere i continui cambi di stile che hanno segnato la carriera di David Bowie. LetteraDonna ripercorre i 10 look fondamentali.

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L'8 gennaio 1947 era caduto sulla Terra, e l'ha lasciata per sempre 69 anni dopo, il 10 gennaio del 2016. È trascorso esattamente un anno dalla scomparsa di David Bowie, prima icona del glam e poi icona e basta, protagonista di una carriera irripetibile per varietà di suoni e stili, prodotti ed esplorati. Nato a Londra come David Robert Jones, dopo aver fatto parte di alcune band, aveva pubblicato il primo omonimo album da solista nel 1967, iniziando un viaggio nella musica che sarebbe durato quasi mezzo secolo. E che l'avrebbe portato ad impersonare prima l'alieno androgino dai capelli arancioni Ziggy Stardust, poi la sua evoluzione Aladdin Sane e in seguito il sofisticato Duca Bianco, passando dal folk acustico all'hard rock e dal glam alla black music, sconfinando poi con disinvoltura nella dance, senza dimenticare le atmosfere cupe della Trilogia Berlinese e le successive incursioni nell'elettronica. Artista camaleontico, creatore di mode e anticipatore dei costumi, Bowie può vantare poche ma significative apparizioni come attore: il ruolo da protagonista ne L'uomo che cadde sulla Terra, quello del Maggiore Celliers in Furyo e di Andy Warhol in Basquiat, senza dimenticare che è stato anche il re dei goblin in Labyrinth, del 1986.

IDOLO DELLA MODA
David Bowie aveva fatto del suo stile androgino un vero e proprio marchio di fabbrica, in grado di attirare le attenzioni dei più grandi stilisti. Jean Paul Gaultier, Hedi Slimane e Castelbajac furono i primi ad accorgersi della rivoluzione che il cantante stava portando avanti con il suo personalissimo stile. Più recentemente, era toccato a Louis Vuitton e Tommy Hilfiger riconoscerne la grandezza. Nella gallery di LetteraDonna, tutto lo stile (e gli stili) di David Bowie.

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