4 Gennaio Gen 2017 1404 04 gennaio 2017

Rebecca canta per Trump (forse)

La Ferguson è stata invitata a cantare alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti. Ma ha dichiarato che accetterà solo a una condizione. Ecco quale.

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rebecca ferguson

Di solito esibirsi durante il giuramento del presidente degli Stati Uniti è considerato un grande onore. Nel 2009 e nel 2013, ad esempio, Barack Obama aveva 'reclutato' prima Aretha Franklin e poi Beyoncé. Donald Trump, invece, per ora deve accontentarsi, incassati i 'no', di Elton John e Andrea Bocelli, della 16enne Jackie Evancho, vincitrice di America's Got Talent. A lei potrebbe aggiungersi Rebecca Ferguson (ecco la nostra intervista). Che, però, accetterà di esibirsi a Washington solo alle sue condizioni.

VUOLE CANTARE STRANGE FRUIT
Salita alla ribalta nel 2010 grazie alla partecipazione (e al secondo posto) a The X Factor UK, la 30enne Rebecca Ferguson ha all'attivo quattro album e una carriera in ascesa. Tuttavia, non si tratta certo di una superstar. Ma, come ha scritto su Twitter, è pronta a esibirsi il 20 gennaio per Donald Trump solo se, oltre all'inno americano The Star-Spangled Banner, potrà cantare Strange Fruit.


UN INNO CONTRO IL RAZZISMO
Scritta dall'insegnante ebreo-russo Abel Meeropol e interpretata per la prima volta da Billie Holiday nel 1939, Strange Fruit è una delle più famose e struggenti canzoni di protesta contro il razzismo: il testo, infatti, descrive in modo crudo i terribili linciaggi degli afroamericani, avvenuti nel Sud degli Stari Uniti tra il 1889 ed il 1940. Ad esempio con queste parole, traducendo dall'inglese: «Gli alberi del Sud producono strani frutti, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, corpi neri oscillano nella brezza del Sud, strani frutti appesi agli alberi di pioppo».

ORA TOCCA A DONALD
Ecco, nello specifico, come su Twitter Rebecca ha detto di aver risposto all'invito: «Se mi permetterete di cantare Strange Fruit, canzone dall'importanza storica immensa, messa nella lista nera perché troppo controversa, un brano che parla dei neri dimenticati e calpestati degli Stati Uniti, che ricorda come l'amore sia l'unica cosa che può sconfiggere l'odio in questo mondo, allora accetterò con piacere l'invito e ci vedremo a Washington». Adesso la parola passa a Trump.

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