28 Dicembre Dic 2016 1334 28 dicembre 2016

Glitterata per le feste

Per le più audaci labbra ultralucenti e origami sugli occhi. Le altre non possono rinunciare al classico rossetto rosso. Le dritte del make up artist delle dive Simone Belli per il trucco di Capodanno.

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«È una predisposizione naturale, un’indole: non potevo stare senza pennelli. A sette anni giocavo con i trucchi di mia madre. Dentro di me c’è sempre stato un forte stimolo creativo». Una passione per la bellezza che è cresciuta sempre di più quella che è maturata insieme a Simone Belli, make up artist delle star. Vittima, fin da giovanissimo, delle sfilate degli Anni ‘80-’90 con protagoniste le super-top Claudia Shiffer, Naomi Campbell e Linda Evangelista. «Le studiavo in ogni dettaglio, dal movimento al trucco». In dieci anni tra televisione, cinema e Festival, ha trasformato i visi delle più affascinanti dive del pianeta: tante italiane come Monica Bellucci, Laura Chiatti e Valeria Golino, ma anche volti internazionali come Sharon Stone, Keira Knightley, Gwyneth Paltrow, Tilda Swinton e Isabelle Huppert. In attesa di prepararci per il make up di San Silvestro, abbiamo incontrato il signore del make up per farci dispensare qualche consiglio e confessare le nuove tendenze 2017.

DOMANDA: Quando ha scoperto l’amore per il beauty?
RISPOSTA: Ci sono nato. Da piccolo organizzavo il circo sotto casa. Facevamo il palco, le scenografie e truccavo i mie amici da pagliacci. Sono cresciuto a Valmontone, un paese vicino Roma, dove il gioco era vissuto in maniera diversa, trasversale.
D: Come è diventato la 'firma' dell’immagine estetica del cinema internazionale?
R: Mi ci sono trovato dentro per caso. Nel 2007 un mio amico, che lavorava da Gucci, mi chiese se potevo truccare Sabrina Impacciatore e Valentina Cervi per un evento durante il Festival del Cinema di Roma. Avevo già lavorato in tivù e nella moda, ma mai al cinema.
D: Come si diventa così apprezzati e riconosciuti?
R: Oggi posso contare su una squadra di 20 professionisti che mi permettono di lavorare con attori e attrici italiani e internazionali. Amo il mio mestiere e sono sempre presente. Non ho mai messo i soldi al primo posto. Ho ragionato più come team che da singolo. L’io da solo non è vincente. Il ‘noi’ lo è.
D: Quale è il complimento che le fanno le sue attrici?
R: Mi dicono che ho la mano di una persona che trucca una donna e non di un make up artist che sta truccando un’attrice. Non sentono quella ‘pesantezza’ di chi ti vuole mettere le mani in faccia.

D: Chi tra le star è la più esigente?
R: Quello che oggi noto, forse perché sono riuscito a ottenere la loro fiducia, è che non hanno esigenze particolari. Le trucco anche in dieci minuti. Non ho più il problema di chiedermi: «Oddio mi metterà in difficoltà?».
D: Quale è allora la parte più complessa del suo lavoro?
R: Avendone tante, la difficoltà è truccarle una diversa dall’altra e poi gestire il rapporto umano, specialmente quando, per esempio, devi fare il make up a quattro attrici nello stesso giorno.
D: Chi l’ha colpita di più?
R: Charlotte Gainsbourg, che ho seguito quattro giorni al Festival di Venezia. Finita la kermesse mi ha mandato una mail per ringraziarmi e chiedermi di più sui prodotti che le avevo applicato. Non è da tutte. E poi Keira Knightley per l’estrema briosità, semplicità ed eleganza. L’ho truccata in soli 12 minuti, ma già si era creata un’empatia fortissima.
D: Un segreto di bellezza nascosto?
R: Non posso dire il suo nome, ma c’è una famosa attrice che prima di una premiere immerge il viso in un’enorme ciotola piena di cubetti di ghiaccio, per congestionare, tirar la pelle ed eliminare la stanchezza sul viso. Ed è molto divertente.
D: Tra gli uomini lavora Pierfrancesco Favino, Christian De Sica e Riccardo Scamarcio. Come li trucca?
R: L’uomo deve rimanere così come è, senza troppe esaltazioni. Sono per il minimalismo assoluto. Favino è meraviglioso. È un personaggio pieno di carisma ed è un grande attore. Lo trucco personalmente, mentre gli altri li affido alle mie assistenti. Stiamo seguendo anche Marco Bocci che è sempre carinissimo.
D: Cosa non deve mai mancare mai sul viso di una donna?
R: Il rossetto e il blash. Amo il rosso in tutte le salse, specialmente il mat perché è un colore trasversale che sta bene a tutte e non è volgare.
D: Come deve essere la sua donna ideale, dal punto di vista del make up?
R: Cerco di semplificare il trucco. Non amo la denaturazione della donna, preferisco esaltare i pregi dei suoi lineamenti. Sono amante del blush, delle sfumature, di tutto ciò che è rigido.
D: È anche make-up artist a Selfie.
R: Mi sono occupato delle trasformazioni dei concorrenti che hanno chiesto aiuto. È stata una bellissima maratona riuscire a far sorridere nuovamente delle donne con un percorso drammatico alle spalle. Ascoltarle è stato fondamentale affinché si piacessero dopo.
D: Ci consigli un tutorial per la notte di Capodanno.
R: Per le donne più audaci suggerisco delle stupende applicazioni come degli origami sugli occhi, e una bocca piena di glitter che regalano lucentezza.
D: E a quelle più acqua e sapone?
R: Per loro altre consiglio di evitare la polvere brillante sul viso ma puntare sula tridimensionalità dello strobing, (la tecnica che non punta tanto su giochi di chiaro-scuro, quanto sull'enfatizzazione dei punti luce sul volto). Giocate sulla valorizzazione della luminosità nel volto. E non dimenticate mai un tocco di rossetto rosso per le labbra.
D: Come sarà il make up del 2017?
R: Ci sarà il sopravvento del blush in crema al posto di quello in polvere, che io uso sempre. Andrà un incarnato naturale che verrà esaltato dalla luminosità del blush. Per gli occhi arriva l’eyeliner in una versione sfumata ed elegante. Per le labbra tornano dei rossi più caldi e avvolgenti, dei rossi più aranciati e non scuri. Per andare verso una primavera ed un’ estate più luminose. Per l’autunno, invece, meglio un rosso pieno, a tutto tondo.

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