27 Dicembre Dic 2016 1930 27 dicembre 2016

Leila, che la Forza sia con te

A soli 60 anni è morta Carrie Fisher, protagonista di Star Wars. Alla fine degli Anni '70, dopo il primo episodio della saga, passò da sconosciuta a star planetaria.

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Vittima di un attacco cardiaco il 23 dicembre, Carrie Fisher sembrava essere fuori pericolo, come avevano reso noto i famigliari. E invece questo maledetto 2016, che si è preso tanti protagonisti della musica, ha deciso di portare via con sé l'eroina di una delle saghe più amate della storia del cinema, Star Wars. L'attrice Carrie Fisher, che nella trilogia originale ha impersonato la Principessa Leila Organa, tornando poi nell'Episodio VII, è infatti scomparsa il 27 dicembre, a soli 60 anni.

LA PRIMA PROTAGONISTA DELLA SAGA
In una saga in cui le donne sono protagoniste, lei è stata la prima. E, non ce ne vogliano Daisy Ridley e Felicity Jones, che hanno impersonato rispettivamente Ray e Jyn Erso ne Il Risveglio della Forza e Rogue One, sarà per sempre la più importante: figlia di Darth Vader, sorella di Luke Skywalker, compagna di Han Solo e madre del nuovo villain della saga. Scusate se è poco. Oggi la piangono milioni di nerd sparsi in tutto il mondo, che iniziarono a sognarla anche di notte dopo quel bikini da schiava visto ne Il ritorno dello Jedi, e tutti coloro che, nel corso dei decenni, si sono appassionati alla saga di Guerre Stellari.

LA CARRIERA E L'ABUSO DI DROGA
Alla fine degli Anni '70, dopo l'uscita del primo film di Star Wars, la sconosciuta Carrie Fisher passò da sconosciuta (anche se figlia del cantante Eddie Fisher e dell'attrice Debbie Reynolds), a star planetaria, con tanto di vendutissime action figures. Poco più che ventenne, non resse al successo e negli anni successivi, sempre quelli della prima trilogia, cadde nell'abuso di droga e alcol. Ne risentì la sua carriera, che all'epoca era in rampa di lancio. E, complice un disturbo bipolare diagnosticatole quando aveva 24 anni, anche la vita privata, come dimostra la complicata relazione con Paul Simon, con cui fu sposata per un anno. A conti fatti, Carrie Fisher dopo Star Wars non ha più avuto ruoli rilevanti, eccezion fatta per quello di Marie in Harry ti presento Sally e una breve ma riuscita parte in The Blues Brothers. Normale, oggi, ricordarla e omaggiarla con il suo personaggio più famoso, quella Leia (in Italia abbiamo messo la 'L' che in realtà non c'era) che esordì con un'improbabile acconciatura, diventando poi icona sexy da Jabba the Hut e infine una delle ribelli che contribuirono alla distruzione della Morte Nera. E che poi era tornata, appena un Natale fa nel settimo episodio della saga, ma con i gradi militari, conquistati sul campo, di Generale.

QUANDO TUTTO EBBE INIZIO
L'ultima volta l'abbiamo vista (o almeno l'ha fatto il sottoscritto) nell'ultima scena di Rogue One, anche se non in carne e ossa ma grazie a un riuscitissimo Cgi. Da brividi per chi ha amato al saga, perché arrivato al culmine dei due minuti più eccitanti dell'intero film. Quelli che ricollegavano questa 'Star Wars Story' all'inizio della leggenda, iniziata con queste parole: «È un periodo di guerra civile nella galassia. Una coraggiosa alleanza tra cellule nascoste di combattenti per la libertà ha sfidato la tirannia e l’oppressione dell’imponente Impero Galattico. Colpendo da una fortezza nascosta tra le miliardi di stelle della galassia, le navi dei ribelli hanno avuto la loro prima vittoria in una battaglia contro la potente Flotta Imperiale. L’impero teme che un’altra sconfitta potrebbe portare altri mille e più sistemi solari ad unirsi alla ribellione, così da far perdere per sempre il controllo imperiale sull’intera galassia. Per distruggere la ribellione una volta per tutte, l’Impero sta costruendo una nuova e sinistra stazione da battaglia. Abbastanza potente da distruggere un intero pianeta, il suo completamento significherebbe morte certa per i campioni della libertà…».

E, allora, non possiamo che concludere così questo articolo. Addio Carrie, che la Forza sia con te.

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