12 Dicembre Dic 2016 1519 12 dicembre 2016

Le donne (del 2016) che non ti aspetti

Il Financial Times ha stilato la classifica delle figure femminili dell'anno. In testa Theresa May, nella lista anche le 'solite note' Hillary Clinton, Beyoncé e Simone Biles. Ecco invece le sorprese.

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Theresa May: è lei la donna dell'anno per il Financial Times.

Come da tradizione, anche per il 2016 il prestigioso Financial Times ha stilato la classifica delle donne dell'anno. A guidarla Theresa May, la seconda donna di sempre a ricoprire la carica di premier britannico dopo Margaret Thatcher, seguita sul podio dalla plurimedagliata ginnasta statunitense Simone Biles, una delle stelle più luminose di Rio 2016, e dall'imprenditrice Jean Liu, la prima vera sorpresa, e tra l'altro ai piani altissimi.

TANTI VOLTI NOTI
Scorrendo la classifica, ci si imbatte in Dilma Rousseff, la ex 'Presidenta' del Brasile inserita suo malgrado nella lista, e in Hillary Clinton, che se avesse vinto contro Donald Trump si sarebbe senza dubbio trovata al primo posto. Ma anche la 'nostra' Maria Grazia Chiuri, unica italiana e prima donna a capo di Dior. Nella lista del Financial Times sono entrate anche Mary Berry, la «regina della cottura al forno», veterana dei libri di gastronomia e tra i giudici di The Great British Bake Off, la sempre presente Beyoncé, definita «musicista, imprenditrice, attivista, icona», così come Margrethe Vestager, commissaria europea alla concorrenza che ha 'stangato' con una salatissima multa da Apple 13 miliardi di euro. E poi Park Geun-hye,  presidente della Corea del Sud accusata di avere subito per anni l'influenza di Choi Sono-sil e Latifa Ibn Ziaten. La quale, madre di un figlio ucciso in un attentato, ora da un'attivista si batte per strappare i ragazzi delle banlieue dalle mani di Daesh. Nella classifica sono state inoltre inserite due donne che in questo 2016 ci hanno lasciato: la sfortunata deputata laburista Jo Cox, uccisa a giugno in una biblioteca nei pressi di Leeds, e l'archistar Zaha Hadid, scomparsa a fine marzo. Ecco chi sono le 'sorprese' della lista stilata dal Financial Times.

JEAN LIU
Jean Liu è la presidente di Didi Chuxing, società che offre un servizio di trasporto grazie a una app, principale rivale di Uber in Cina, dal valore stimato di 26 miliardi di dollari e con 5 mila dipendenti. Nata nel 1978 a Pechino, Jean è figlia di Liu Chuanzhi, fondatore di Lenovo. Anche se fin dall'infanzia ha avuto una vita segnata dalla tecnologia, ha deciso di studiare informatica solo dopo aver letto il libro di Bill Gates La strada che porta a domani, e ha lavorato come dirigente di Goldman Sachs, prima di investire nel 2013 nella startup Didi Chuxing. Oggi diventata un colosso in Cina.

NJIDEKA AKUNYILI CROSBY
Al settimo posto della classifica c'è l'artista nigeriana Njideka Akunyili Crosby che, mescolando pittura, incisioni, collage e fotografie riesce a far dialogare l'Africa e il mondo occidentale, dove vive dal 1999, quando insieme alla famiglia si è trasferita negli Stati Uniti dalla su Nigeria. Sposata con un americano e 'afropolitan', Njideka ha studiato arte a Philadelphia e ha studiato a Yale, prima della consacrazione con esposizioni nelle gallerie più prestigiose.

PHOEBE WALLER BRIDGE E VICKY JONES
Nono posto in classifica assegnato a una coppia (lavorativa): quella formata da Phoebe Waller-Bridge e Vicky Jones. La prima nel 2013 ha scritto e interpretato la commedia teatrale Fleabag, definita dal Telegraph «un monologo travolgente di una giovane donna che cerca di dare un senso alla sua sessualità, alle sue relazioni e a se stessa» e, infatti, molto apprezzata dal pubblico. Al punto da essere diventata, nel 2016, una serie tivù, con regia affidata alla vecchia amica e collaboratrice Vicky.

RAHAF
Al 15esimo posto c'è Rahaf, rifugiata nata e cresciuta a Yarmouk, un campo palestinese vicino a Damasco, e che adesso vive in un altro campo, a Shatila in Libano. Ha perso il marito nel conflitto siriano ed ha un figlio malato: nonostante questo continua a fare l'insegnante per i piccoli profughi di Shatila, convinta che alla base di ogni guerra ci sia la mancanza di educazione. Rahaf è la grande sorpresa di questa classifica, ma anche una donna che merita assolutamente di starci.

SUSHMA SWARAJ
Il nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni conosce bene Sushma Swaraj, perché a settembre, da ministri degli Esteri, rispettivamente di Italia e India, si sono incontrati rinsaldando relazioni diplomatiche che si erano complicate nel 2012 a causa dell'arresto di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. La Swaraj ha 64 anni, ha alle spalle una lunga carriera politica ed è la donna più potente del Bjp, il partito uscito vincitore dalle legislative del 2014. A lungo avversaria di Sonia Ghandi, oggi si batte per difendere i diritti delle sue connazionali che vivono all'estero. Per lei c'è il 16esimo posto nella classifica del Financial Times.

QUARRAISHA ABDOOL KARIM
Al 19esimo posto della classifica Quarraisha Abdool Karim, pioniera della ricerca contro il virus Hiv: oggi docente della Columbia University, già negli Anni '90 l'epidemiologa sudafricana aveva capito che la lotta contro la diffusione dell'Hiv, in attesa di cure definitive, passa soprattutto attraverso la prevenzione. Tra le vincitrici del premio L’Oréal-Unesco For Women in Science 2016, nel 2010 è balzata agli onore della cronaca per lo sviluppo di un gel anti-Hiv a base dell'antiretrovirale tenofovir.

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