9 Novembre Nov 2016 1355 09 novembre 2016

«Trump non è sessista»

Sue Lynch è stata per 10 anni Presidente della National Federation of Repubblican Women e sul nuovo presidente degli Stati Uniti ha le idee molto chiare. L'intervista prima del voto: «Ascolterà anche noi donne».

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sue lynch

Misogino, irrispettoso nei confronti delle donne. Donald Trump, alla fine, è stato comunque eletto - sorprendendo il mondo - 45esimo presidente degli Stati Uniti, e lo hanno votato anche loro, le donne.
Una di queste è Sue Lynch,dal 2001 al 2011 Presidente della National Federation of Repubblican Women, che avevamo intervistato pochi giorni prima della sua elezione.

Lisa ha sempre il frigorifero pieno. Dolciumi, formaggi, pasta e almeno due tipi di torta. Una al cioccolato e una con mele e cannella. Ha sette nipoti che, dopo la scuola, affollano la sua casa e i suoi pensieri. Ha scelto di vivere in un luogo tranquillo, in un quartiere silenzioso. Va in chiesa ogni domenica e la sua vita scorre lentamente. Non ha particolari pregiudizi. E ha già deciso a chi darà il suo voto a novembre: Donald Trump. Incendiario. Controverso. Politicamente scorretto. L’espressione del suo volto è quasi sempre divertita. In molti lo considerano volgare, rude: un bullo, soprattutto quando l’interlocutore è una donna. Tuttavia, sono in molti a sostenere che del tycoon newyorkese esistono almeno due volti: quello pubblico, grossolano e con la bava alla bocca, e quello privato, di un uomo affabile e silenzioso. E sono numerose le donne che sembrano credere in lui (per sostenerlo è nato anche un Super Pac di nome Women vote Trump), e tra loro c'è anche Jennifer Williams, trans di fede repubblicana.
A raccontarci che cosa rappresenta per l’elettorato repubblicano femminile un uomo come Donald Trump è Sue Lynch dal 2001 al 2011 Presidente della National Federation of Repubblican Women, che su di lui non ha dubbi: «È il miglior candidato di sempre».

DOMANDA: Che cos’è la «National Federation of Republican Women»?
RISPOSTA: È la più grande organizzazione politica femminile negli Stati Uniti.
D: Di che cosa vi occupate?
R: Incoraggiamo la partecipazione femminile e promuoviamo l’educazione politica; siamo degli ausiliari del Republican National Committee e aiutiamo a far conoscere i candidati. Gli obiettivi delle donne che si incontrarono a Chicago nel 1938, anno in cui l'organizzazione venne fondata da Marion Martin, camminano oggi con le nostre gambe.
D: Presidente Lynch, Donald Trump è l’uomo giusto al posto giusto?
R: Certo. Tutte i segnali portano a questo pensiero. Sono attiva politicamente dal 1974 sia a livello locale che a livello nazionale. Posso dirle di non avere mai visto un candidato più adatto di lui, così forte a livello rappresentativo. Penso che a Washington possa svolgere un grande lavoro.
D: L’ha mai incontrato?
R: Sì, ho avuto l’opportunità di conoscerlo, qui nella contea dove vivo, nell’aprile di quest’anno, durante la campagna delle primarie repubblicane. Ho passato poco tempo insieme a lui, ma è stato un incontro molto positivo: è un vero gentleman, una persona molto aperta, sempre pronta ad ascoltare le istanze dell’elettorato.
D: Cosa apprezza del progetto politico di Trump?
R: Prima di tutto la questione che riguarda l’immigrazione clandestina, che rappresenta un enorme problema nel nostro Paese; concordo anche su quanto lui spera di poter fare, se diventasse Presidente, per fermare gli immigrati che entrano illegalmente negli Stati Uniti. La sua è una voce forte anche in politica estera e per quanto riguarda la difesa: penso abbia ragione nel voler potenziare la nostra unione con i nostri alleati in Medio Oriente, specialmente con lo Stato di Israele.
D: Cosa gli consiglierebbe?
R: Prima di tutto gli direi di rimanere fedele ai valori in cui crede, perché penso che questi possano veramente fare ritornare importante la nostra nazione (cita il motto «Make America Great Again», ndr). Secondariamente gli direi di circondarsi di buoni consiglieri, di persone di cui si fida per fare il bene di questo Paese. E di continuare a fare ciò che fa.
D: Donald Trump è conosciuto per essere un grande businessman. Le cose che fanno grande un uomo d’affari sono le stesse che fanno grande un presidente?
R: Direi di sì. Per prima cosa: gli uomini d’affari hanno fiuto e anche se non sanno dove il mercato li porterà riescono a fare in modo d’avere successo. Ritengo che il signor Trump possa portare il senso della finanza all’interno della politica americana. Sa come vanno spesi i soldi e sa dove vanno investiti.
D: Perché molte persone pensano sia una persona volgare e prepotente?
R: Ogni persona ha percezioni diverse. È vero, a volte Donald Trump può sembrare severo, soprattutto per le posizioni forti che prende. Ma chi lo ha incontrato sa perfettamente che quell’uomo non ha dubbi su che cosa serva per rendere grande questo nazione.
D: C’è stato un candidato repubblicano che avrebbe voluto vedere al posto di Donald Trump?
R: All’inizio, nella lunga lista di candidati, ho apprezzato molto Carly Fiorina: la conobbi in occasione della sua elezione in California, nel 2010. È una donna competente e molto intelligente.
D: L'avrebbe preferita in quanto donna?
R: Io non ho mai giudicato nessuno in base al genere, ma piuttosto in base alle vittorie passate: osservo quali siano i candidati migliori a rappresentare la piattaforma del partito e scelgo.
D: Spesso Trump è accusato di fare considerazioni sessiste: le sue dichiarazioni lo sono?
R: Non so. Posso solo dirle che la mia personale percezione quando l’ho incontrato fu nettamente diversa.
D: Cos’ha fatto Donald Trump per le donne americane?
R: Credo che il suo modo di fare affari rappresenti perfettamente la parità tra i sessi.
D: Perché una donna dovrebbe votare per lui?
R: Ripenso al discorso di sua figlia alla convention, che parlava di un uomo che ha saputo costruirsi una compagnia importante, dove ogni persona è considerata per la sua posizione e non per il genere. L'elettorato femminile dovrebbe votarlo perché credo lui sappia riconoscere le abilità di ognuno, senza considerarne il sesso: ha attribuito alle persone il loro valore umano. Sa prendere in considerazione le loro capacità. Se dovesse diventare Presidente sarà capace di ascoltare le voci delle donne.
D: Quale tipo di donna potrebbe votare per lui?
R: Penso ogni donna abituata a lavorare sodo. Pensi soltanto a sua figlia Ivanka: ha lavorato molto e ha seguito le sue orme. Credo che lui possa essere un esempio per tutte coloro che vogliono intraprendere la sua carriera.
D: E una femminista dovrebbe votare per Trump?
R: Assolutamente, se per femministe si intendono donne forti. Io lo sono e lo voterò.
D: Secondo lei, perché negli Stati Uniti ci sono stati soltanto presidenti uomini?
R: (Ride, ndr). Questa è una domanda importante: non saprei. Ci sono state donne molto forti che hanno fatto parte del Senato e del Congresso, in tutti questi anni. Penso ad esempio a Marsha Blackburn (membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato del Tennessee, ndr), a Mary Fallin (attuale Governatrice dell’Oklahoma, ndr). Tutte queste donne sarebbero ottime candidate e il motivo per il quale nessuna di loro lo è diventato non lo so proprio.
D: Sente di vivere in un Paese per donne?
R: Assolutamente sì. Le donne sono presenti in ogni ambito professionale: nella medicina, nella politica, nel business. Siamo dovute diventare la forza lavoro negli anni per provvedere alla sicurezza finanziaria delle nostre famiglie e l’abbiamo fatto attraverso numerosi sacrifici: molte di noi si sono divise tra il lavoro e l’essere madri. Le opportunità sono arrivate grazie al duro lavoro, all’impegno che abbiamo perseguito per rendere al meglio che potevamo essere.
D: Le piace Melania Trump?
R: Sono rimasta veramente impressionata da lei alla convention, soprattutto nei passaggi del suo discorso. Non avevo mai incontrato una donna che sembrasse così genuina. È una signora molto bella ed estremamente forte, soprattutto nella vita privata.
D: Parte del suo discorso pare sia esattamente uguale a quello di Michelle Obama del 2008. Che idea si è fatta riguardo a questo?
R: Sono solo parole e nessuno gliele ha rubate. Penso invece che quel messaggio volesse raggiungere tutti e se ha utilizzato le stesse forme di Michelle Obama non credo lo abbia fatto di proposito.
D: Le piace Michelle Obama?
R: Rispetto la sua posizione e so che è una donna che ama molto la sua famiglia e il nostro Paese. Non so molto altro di lei.
D: In questi mesi sono stati numerosi gli afroamericani uccisi dalla polizia. Sembra che ci siano ancora molte discriminazioni. Donald Trump è razzista, secondo lei?
R: No. Sono cresciuta a Racine, in Wisconsin con dei genitori che mi hanno portato a pensare che gli Stati Uniti non giudicano le persone per il colore della loro pelle. Sfortunatamente credo che ci siano movimenti che cercano di creare divisioni.
D: Che cosa le piace e che cosa non le piace di Hillary Clinton, come donna?
R: Mi piace il fatto che sia una nonna, così come la sono io, e che ami la sua famiglia. Questo è davvero meraviglioso. Ciò che invece non mi piace è il suo progetto politico, che è nettamente opposto a quanto penso io per questo Paese.
D: Lei pensa che Trump abbia concrete possibilità di vittoria in queste elezioni?
R: Penso che lui vincerà.

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