9 Novembre Nov 2016 1245 09 novembre 2016

Il presidente che odia le donne

Nonostante sessismo, razzismo e misoginia, Donald Trump ha convinto l'elettorato repubblicano e ha sconfitto Hillary Clinton. Ecco il peggio delle sue dichiarazioni durante la campagna elettorale.

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In moltissimi pensavano (compreso il suo ex avvocato) che la sua candidatura alle elezioni presidenziali americane fosse fantascienza: Donald Trump invece, a sorpresa, ha convinto l'elettorato repubblicano (ed è ammirato anche tra i vip), e nonostante la misoginia, il razzismo e l'egocentrismo dei suoi discorsi è stato eletto 45esimo presidente degli Stati Uniti (leggi 10 curiosità sul tycoon). E pensare che, a causa dei suoi atteggiamenti, persino le donne della famiglia Bush erano 'diventate' democratiche.Ecco il peggio delle sue dichiarazioni durante la campagna elettorale.

IL TWEET MISOGINO
Il 18 aprile 2015, parlando di Hillary Clinton, favorita tra i democratici, l'eccentrico miliardario americano ha scritto su Twitter: «Come può soddisfare il Paese se non riesce a soddisfare neanche suo marito?». Nel corso della 'battaglia' per la Casa Bianca, per colpire la rivale, Trump aveva anche riunito quattro donne che si erano dichiarate vittime di Hillary e Bill. Sempre a proposito di Twitter, il neo presidente ha un rapporto complicato con il social network: a luglio, un suo tweet ha infatti sollevato accuse di antisemitismo.

NARCISISMO A GOGO
Durante il suo discorso per la candidatura il 16 giugno 2015 (citato dal Washington Post, così come un compromettente video del 2005), Trump ha fatto sapere a tutti, senza modestia, quanto sia magnifica la sua vita: «Sono ricchissimo. Fiero della mia fortuna. Faccio un lavoro incredibile. Sono orgoglioso di me, lo sono realmente. Non lo dico per vantarmi, è il mio stato d'animo. Di questo avete bisogno per questo Paese».

ACCOGLIENZA ZERO, TOLLERANZA ZERO
Il razzismo, si sa, è uno dei suoi cavalli di battaglia: «Quando il Messico ci manda la sua gente, non ci manda i migliori. Portano droga, crimine, e sono stupratori». E poi: «Avverto le persone che arrivano dalla Siria. Se sarò eletto dovranno tornarsene tutti a casa!». E ancora (per difendere strenuamente la religione cristiana): «Quando andrò al potere, potrete dire di nuovo 'Buon Natale' al posto di 'Buone feste', ve lo prometto». Ovviamente, potremmo andare avanti all'infinito.


DI NUOVO SESSISMO
Con un post su Twitter, nell'estate del 2015, Trump ha lasciato intendere che la giornalista di Fox News Megyn Kelly gli aveva posto delle domande 'ingiuste' perché mentre lo intervistava aveva le mestruazioni: «Si poteva vedere il sangue uscire dai suoi occhi, il sangue uscire da... ovunque». Si tratta solo di uno dei numerosi post con cui il candidato ha dichiarato 'guerra' alla professionista. In diversi messaggi, infatti, le dà insistentemente della 'folle': «La sopravvalutata e pazza Megyn Kelly dedica il suo show sempre a me. Parla degli altri, Megyn!». Se con la giornalista ha un pessimo rapporto, c'è chi invece lo ha scagionato da pesanti accuse, come la ex compagna Rowanne Brewer Lane.

SULL'ABORTO
Intervistato sul tema dell'aborto, Trump ha addirittura affermato che per le donne che vi ricorrono dovrebbe «esserci qualche forma di punizione». A sua parziale discolpa, il fatto di aver fatto delle promesse (da mantenere, magari) alle mamme lavoratrici.

LA VIOLENZA
Non solo misoginia, tra l'altro esibita alle convention. Anche che non sia un amante della 'pace' (nonostante sia stato proposto per il Nobel) è risaputo. «Se qualcuno vi attacca, rispondete. Siate brutali, siate feroci».

IL PARAGONE 'INCORAGGIANTE'
A settembre 2015, il candidato si è lasciato andare a una comparazione che non sembra promettere troppo bene: «Direi che Putin è un uomo più simpatico di me».

LA RISPOSTA IN 'POLITICHESE'
Interrogato, a inizio 2016, sui suoi presunti legami con il Ku Klux Klan (organizzazioni con finalità politiche e terroristiche a contenuti fortemente razzisti), ha dichiarato: «Non so niente su David Duke (politico statunitense, membro, in gioventù, della cerchia, ndr), né sul KKK. Non vorrete che condanni un gruppo che neanche conosco? È il caso che mi informi». Ad ogni modo, di sicuro Trump non ha mai gradito la presenza di donne afroamericane alle sue feste.

IL MACHISMO
In risposta a un attacco di Marco Rubio, che era il suo principale avversario repubblicano, ha affermato: «Ha fatto riferimento alle dimensioni delle mie mani. Vi sembrano minute? Se lo sono, allora qualcos'altro deve essere piccolo. Vi assicuro che non è così».

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