18 Ottobre Ott 2016 1646 18 ottobre 2016

Non è un Comune per neonati

Anita Pirovano di SinistraXMilano, ha portato in aula a Palazzo Marino la figlia di otto mesi. La Lega non ha gradito. Abbiamo sentito la consigliera, ecco cosa ci ha detto.

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anita pirovano

Il 12 ottobre la deputata islandese Unnur Bra Konradsdottir, durante un incontro trasmesso in diretta televisiva, è intervenuta in Parlamento allattando sua figlia di appena sei settimane. Nessuno, tra i suoi colleghi, si è mostrato in alcun modo infastidito né tantomeno scandalizzato. Negli stessi giorni un episodio simile si è verificato anche in Italia. La reazione, com'era prevedibile, è stata nettamente diversa.

LE CRITICHE
È successo nella brillante e internazionale Milano: la consigliera comunale Anita Pirovano di Sinistra x Milano è andata a Palazzo Marino con in braccio Viola, la figlia di poco più di otto mesi. Una presenza, quella della piccola, che ha scatenato le critiche della Lega. «Un'aula consiliare non è un luogo adatto a un bimbo», ha detto il portavoce in Comune Alessandro Morelli.

«NON HA DISTURBATO NESSUNO»
Pirovano, contattata da LetteraDonna, s'è detta sorpresa delle 'accuse': «Siamo nel 2016. Mai avrei pensato di poter essere attaccata per aver portato mia figlia in Consiglio comunale». È successo in due occasioni, per un'ora in tutto: la prima volta perché il nido era chiuso a causa di un virus, la seconda in attesa del trasferimento da un nido all'altro. In ogni caso, ha aggiunto la consigliera, la bambina non ha disturbato nessuno: «Se l'avesse fatto, sarei uscita». Nonostante ciò i 'critici' hanno polemizzato sulla sua presenza considerandola una 'violazione del regolamento'.

«BASTA FRASI FATTE»
Un attacco, quello leghista, che mostra tutta l'arretratezza sociale e politica italiana: «È capitato che i leghisti , per sostenere le loro 'battaglie', si presentassero in Parlamento con il burqa o travestiti in altro modo. Dicono sì a queste pagliacciate e non ammettono la presenza di una bambina in consiglio comunale?», ha aggiunto la consigliera. Cosa fare, dunque? «Per prima cosa bisognerebbe smetterla con le frasi fatte e gli slogan, smetterla con l'ipocrita retorica familistica e iniziare a ragionare invece nell'ottica di un reale sostegno a tutte le donne, per permettere loro di fare figli senza dover per forza rinunciare ai propri impegni e al proprio lavoro».

«LA PORTERÒ ANCORA»
La consigliera non si è comunque lasciata intimorire dall'attacco e ha affermato che, in caso di necessità, ha intenzione di portare ancora la bambina con sé. Ma tentando di ridurre al minimo la sua presenza: «Così eviterò che frequenti cattive compagnie almeno in tenera età». Infine Pirovano si è detta soddisfatta dell'intervento sulla questione del sindaco Beppe Sala, il quale con un post su Facebook ha fatto sapere che «Viola sarà sempre ben gradita in Consiglio Comunale».

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