18 Ottobre Ott 2016 1815 18 ottobre 2016

Indovina chi viene a cena

Matteo Renzi ha scelto quattro eccellenze italiane al femminile per rappresentare il nostro Paese alla Casa Bianca. Dalle Paralimpiadi al CERN di Ginevra: chi sono le donne attese da Obama.

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Nicoletta Braschi, Roberto Benigni, Beatrice Vio e Raffaele Cantone subito dopo il loro arrivo a Washington.

ANSA - ANSA

Quattro donne, quattro eccellenze. Rigorosamente italiane.
Matteo Renzi le ha scelte per la cena ufficiale alla Casa Bianca del 18 ottobre con il presidente degli Stati Uniti Obama. Rappresenteranno lo sport, la scienza, la politica e l'arte: sono la campionessa paralimpica Bebe Vio, la direttrice del Cern Fabiola Gianotti, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, e la curatrice del dipartimento di Architettura e Design del Moma Paola Antonelli. Il premier ha poi allargato la delegazione che lo accompagna nella trasferta con Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi, lo stilista Giorgio Armani e il presidente dell'Anticorruzione  Raffaele Cantone.
«Il presidente Obama ha deciso di dedicare l'ultima cena alla Casa Bianca all'Italia. Andiamo con tanta gioia e la consapevolezza che non è solo l'Italia del governo ma l'Italia di una ragazza di 19 anni che dopo un problema di salute dà l'esempio, della sindaca di Lampedusa, di una grande scienziata e di un'esperta di cultura. Ci andiamo come Italia, è un fatto bello indipendentemente dal governo», ha sottolineato Renzi alla vigilia della partenza. Conosciamo meglio queste quattro eccellenze italiane volate negli Usa.

BEATRICE VIO, LA SCHERMITRICE
Il vestito preso in prestito da Dior, la valigia da fare in fretta, i documenti per la partenza: Bebe Vio, la 19enne veneta, medaglia d'oro nel fioretto alle Paralimpiadi di Rio, non sta nella pelle. «Non ci volevo credere, quando ho ricevuto per email l'invito di Renzi a andare in America a rappresentare gli atleti italiani. Subito ho pensato a uno scherzo, anzi pensavo di essere su Scherzi a parte. Poi ho chiamato Agnese (la moglie di Renzi, ndr) che conosco da tempo e lei mi ha confermato che l'invito era vero». Beatrice Vio, nata a Venezia nel 1997, ha iniziato ad appassionarsi di scherma quando aveva solo cinque anni e mezzo. Nel 2008, poco prima del suo 12esimo compleanno venne colpita da una meningite fulminante che che le causò un'infezione con annessa necrosi: per farla sopravvivere le vennero amputate braccia e gambe. Campionessa internazionale grazie alle protesi e vulcano di energia e ottimismo, la sua disabilità non l'ha mai fermata, nella vita come nello sport. Bebe dopo le Paralimpiadi ha prestato la sua immagine per la campagna firmata dalla fotografa Anne Geddes Win for Meningitis.
«La cosa che mi fa più piacere è che Renzi quando ha pensato di portare una rappresentante dello sport non ha fatto la distinzione tra atleti olimpici e paralimpici. Io sono chiamata a rappresentare tutta la famiglia dello sport, il fatto poi che io sia dello sport paralimpico è ancora meglio», ha detto Bebe.

FABIOLA GIANOTTI, LA FISICA
Dopo lo sport, la scienza. Fabiola Gianotti, romana, classe 1960, dal primo gennaio 2016 è la direttrice generale del CERN di Ginevra (l'organizzazione europea per la ricerca nucleare), di cui fa parte dal 1987.
All'inizio degli Anni '90 ha iniziato a lavorare sull'argon liquido e nel 1992 ha partecipato all'esperimento Atlas, che coinvolge fisici di quasi 40 Paesi di tutto il mondo e che ancora oggi viene ritenuto il più grande esperimento scientifico della storia. Nel 2009 Gianotti è nominata Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana in virtù delle «sue conoscenze scientifiche e le spiccate doti gestionali con cui guida il progetto Atlas», oltre che per il suo contributo al prestigio della comunità italiana di scienziati nel settore della fisica nucleare.
In veste di portavoce dell'esperimento, nel luglio del 2012 rende noto al mondo - nel corso di una conferenza tenuta con il portavoce dell'esperimento CMS Joseph Incandela presso l'auditorium del CERN - che è stata osservata per la prima volta una particella compatibile con il bosone di Higgs.
Teorizzata nel 1964, la «particella di Dio» spiega così perché tutte le cose nell’universo abbiano una massa e la materia esista così come la conosciamo.
In quinta posizione nella classifica dei personaggi di Time del 2012 e inserita da Forbes nella classifica delle 100 donne più influenti del mondo, la fisica romana da molti è considerata l’erede di Rita Levi Montalcini. Nel 2013 Peter Higgs, in occasione dell'assegnazione del premio Nobel per la fisica riconosciutogli per l'intuizione sulla particella di Dio, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

GIUSY NICOLINI, LA SINDACA
«Mi auguro che ci sia la possibilità di parlare con Obama del fenomeno dell'emigrazione di popolazioni che vivono la fame e la guerra, che si possa parlare dell'accoglienza e del Mediterraneo perché Lampedusa non è solo la porta d'Europa, ma un luogo emblematico del Mediterraneo». Anche la sindaca di Lampedusa, è pronta ad accompagnare il premier a Washington.
Giuseppina Maria Nicolini, classe 1962, è stata eletta prima cittadina del comune di Lampedusa e Linosa l’8 maggio 2012. Unica donna fra i cinque candidati sindaco, aveva un passato di attivista ambientalista e antimafia. Storica esponente di Legambiente, per anni aveva diretto la Riserva Naturale dell’isola di Lampedusa, distinguendosi per la lotta all’abusivismo edilizio sull’isola e per la tutela della spiaggia dei Conigli, il luogo simbolo dell’isola.
Ma è il nodo dell'immigrazione il tema su cui la sindaca si batte incessantemente da anni. Già dopo pochi mesi dalla sua elezione aveva riscontrato la solitudine dell’isola delle istituzioni e della gente dell’isola di fronte alle continue tragedie del mare lanciando un appello all'Europa. Nel 2012 Nicolini è stata anche tra i nominati al Nobel per la Pace. La mia candidatura? «È un riscatto per Lampedusa che ha vissuto nella solitudine una delle pagine più drammatiche della storia recente, e per i morti senza nome caduti in questo pezzo di Mediterraneo», aveva detto la sindaca.

PAOLA ANTONELLI, LA DESIGNER
Alla Casa Bianca mancava solo una nostra rappresentante del mondo dell'arte. La prescelta è Paola Antonelli, 53 anni, designer e architetto originaria di Sassari, oggi Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa di New York.
Laureata in Architettura al Politecnico di Milano nel 1990, Antonelli ha curato numerose mostre di architettura e design in Italia, Francia e Giappone. Ex collaboratrice per le riviste Domus e Abitare ed ex docente alla University of California di Los Angeles, nel 1994 è assunta dal MoMA di New York (dopo aver risposto a un annuncio) come Associate Curator, divenendo Curator nel 2000 e venendo infine nominata Senior Curator nel 2007. Inserita nella lista delle cento persone più potenti del mondo dell'arte dalla rivista Art Review, è la curatrice che per la prima volta ha inserito all'interno del dipartimento di design del MoMA una mostra permanente contenente una collezione di videogiochi, intesi come «grande forma di design». Amante dell’unione tra design, architettura, arte e tecnologia, la designer si concentra soprattutto sull’influenza e l’impatto positivo del design nella vita quotidiana. La rivista Time l'ha definita «una visionaria».

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