13 Ottobre Ott 2016 1847 13 ottobre 2016

Lazzi, sberleffi e anche dipinti

Dario Fo non è stato solo un grande drammaturgo. Sin da giovanissimo il futuro premio Nobel ha iniziato il suo processo artistico con la pittura. Prima frequentando l'Accademia di Brera poi continuando per tutta la vita a produrre ed esporre opere d'arte.

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Dario Fo art exhibition opens in Stuttgart

«Sono un attore dilettante ma un pittore professionista». Amava definirsi così Dario Fo. Lui che era diventato famoso grazie al teatro ma aveva alle spalle un percorso da artista ben più vasto. Aveva infatti solo 17 anni quando lasciò la sua Varese in direzione di Milano per frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera. Qui aveva incontrato maestri come Funi, Carrà, Carpi che gli avevano trasmesso una passione viscerale per il disegno e la pittura. Un sentimento d'amore che attraverserà tutta la vita di questo drammaturgo, attore, regista e, perché no, anche pittore.

L'AMORE DI UNA VITA
«Da giovane ho frequentato Brera per otto anni e ho anche studiato ad Architettura. La pittura è la forma d'arte con la quale racconto me stesso e la mia vita», ricordava. E questo modo di raccontare sé stesso, Dario Fo l'ha portato avanti per tutti i suoi 90 anni.  Non a caso, l'ingresso nel mondo del teatro arrivò proprio attraverso la sua attività di pittore. Ancora giovanissimo venne infatti ingaggiato per la realizzazione di scenografie teatrali. Fu il primo passo che vedrà drammaturgia e disegno fondersi insieme per dare vita a qualcosa di assolutamente nuovo e innovativo.

PITTORE TARDIVO
Nonostante la sua cospicua produzione pittorica non si fosse mai fermata nel tempo, nemmeno quando gli spettacoli teatrali lo consacrarono come genio agli occhi del grande pubblico, Dario Fo pittore venne scoperto, almeno in Italia, solo nel  2012. Merito soprattutto della mostra Lazzi, sberleffi, dipinti, realizzata negli spazi di Palazzo Reale a Milano. Un vero e proprio (tardivo) omaggio da parte della città al grande drammaturgo. Una mostra importante. In quell'occasione il Premio Nobel per la letteratura mostrò all'Italia un percorso espositivo grandioso che andava dalle pitture dei primi anni ai collage e agli arazzi. Fino agli acrilici di grandi dimensioni, affiancati a oggetti di scena, maschere, marionette e burattini, i fondali, le scenografie, le locandine e le stampe. Tutte opere diventate negli anni parte integrante della drammaturgia stessa di Fo. «Questa mostra è, in pratica, il racconto della mia vita personale e artistica, a partire da alcuni dipinti che ho realizzato in età adolescenziale, poi successivamente rielaborati. Ma ci sono anche ritratti di Franca Rame e altre opere che traggono spunto dal lavoro che abbiamo svolto in tanti anni di teatro», aveva dichiarato l'artista.

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