11 Ottobre Ott 2016 1316 11 ottobre 2016

Giù le mani dalle bambine

L'Onu dedica l'11 ottobre alle giovani vittime di abusi e violenze in tutto il mondo. In Italia il web, per un'iniziativa della onlus Terres des Hommes, si è tinto di arancione.

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sposa bambina

L'11 ottobre è la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze: istituita nel 2012 dall'Onu con l'obiettivo di porre l'attenzione sul fenomeno dei matrimoni precoci, ma anche sulle violenze e gli abusi di cui sono vittime le giovani donne: solo per dare qualche (terrificante) numero, secondo le stime in tutto il mondo hanno subito mutilazioni genitali 44 milioni di bambine e le gravidanze precoci, ogni anno, causano 70 mila morti. Un'altra piaga è quella del lavoro minorile, che riguarda 168 milioni di bambini in tutto il mondo, di cui la metà impegnati in attività pericolose o addirittura sfruttati sessualmente. Altissimo inoltre il numero delle giovanissime ridotte in schiavitù, anche se è davvero impossibile, in questo caso, avere dati esaustivi.


IL WEB SI TINGE DI ARANCIONE
All'International Day of the Girl Child hanno partecipato attivamente anche tanti vip nostrani, che hanno aderito, legati dal colore arancione (segnale di rottura degli stereotipi di genere, che impongono il rosa come colore delle bambine), alla campagna #Indifesa, lanciata dalla onlus Terres des Hommes. Nel mondo, l'ambasciatrice Onu Emma Watson ha invece approfittato della ricorrenza per un viaggio in Malawi, dove ha incontrato delle ragazze che, dopo aver ottenuto l'annullamento del loro matrimonio combinato, sono tornate a scuola. In mezzo a tante storie di disperazione, una di speranza. Che, per fortuna, non è la sola.

IL FIUTO DI SIBONGILE
Se dotate di mezzi e conoscenze, le giovani donne possono fare grandi cose. Lo dimostra la storia di Sibongile Majaurawas, adolescente dello Zimbabwe che, a causa della povertà e delle condizioni di salute dei genitori, a 11 anni stava per abbandonare gli studi. Entrata a far parte del programma Sista2Sista, ha partecipato ad alcune lezioni, dove dall'insegnante Makaita Maoyise ha imparato i 'trucchi' del commercio: da lei si è fatta regalare degli snack al mais, scambiati con delle pannocchie, che ha deciso poi di vendere per poter acquistare due galline. Dalle uova è nato un intero allevamento e oggi Sibongile, vendendo le sue galline, riesce a pagare i suoi studi e quelli del fratellino, oltre a sostenere economicamente l'intera famiglia.

IL CORAGGIO DI RADHA
Nel mondo c'è una sposa bambina ogni 7 secondi. La bengalese Radha Rani avrebbe dovuto essere una di loro: orfana di padre, quando aveva 14 anni i suoi fratelli l'avevano data in moglie a un uomo che non conosceva, molto più grande di lei. Oppostasi al matrimonio combinato, era stata addirittura rapita dai 'futuri' parenti, prima di riuscire a fuggire. Dopo essersi opposta ad altri otto matrimoni combinati, oggi Radha, che ha 21 anni, vive insieme alla madre e collabora con una Ong che nel Bangladesh lavora per dare sostegno alle ragazzine costrette a vivere la sua stessa esperienza, oppure vittime di violenza domestica. Finora ha 'salvato' 22 spose bambine.

LA COSTANZA DI NISHA
Nello stato indiano del Jharkhand coniugare istruzione e sport non è semplice, soprattutto per una ragazzina di umili origini. Se l'attività sportiva è la prima a 'saltare', spesso anche l'iscrizione a scuola fa la stessa fine. Eppure la campionessa in erba di pallamano, Nisha, riesce a fare le due cose, con molti sacrifici: ogni mattina si sveglia all'alba per andare ad allenarsi nel centro sportivo della sua città, Jamshedpur. Alle nove va a scuola e, dopo aver terminato le lezioni, torna ad allenarsi, fino a sera, per poi studiare dopo cena. Questa è la vita di Nisha, da cinque anni. Una routine dura, ma che questa ragazzina sopporta anche per la sorella maggiore, che ha dovuto abbandonare gli studi, iniziando a lavorare molto presto per aiutare economicamente la famiglia. Nisha è molto conosciuta a Jamshedpur, dove è diventata un esempio per le ragazzine come lei: la dimostrazione di come, se lo vogliono davvero, anche le giovani donne possono coltivare le loro passioni e continuare a studiare. Anche in India.

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