10 Ottobre Ott 2016 1348 10 ottobre 2016

«Io parlo di abusi, tuo marito li fa»

Dopo un video che lo vede pronunciare indifendibili frasi sessiste, Donald Trump respinge le accuse e punta il dito contro i Clinton, portando al dibattito quattro donne che si proclamano vittime di Hillary e Bill.

  • ...
US-VOTE-DEBATE

«Non c'è mai stato nessuno nella storia della politica che abbia abusato così delle donne come Bill Clinton»: è durissimo l'attacco sferrato da Donald Trump a Hillary nel secondo dibattito presidenziale. Il candidato repubblicano, nella bufera per un video del 2005 dove afferma che agli uomini ricchi e famosi le donne lasciano fare quello che vogliono («Puoi prenderle anche per la fica»), ha cercato di ribaltare la situazione dirottando la bufera mediatica sul marito della rivale. Per farlo, ha giocato una carta che non gli ha fatto vincere il dibattito, ma gli ha permesso di rimanere comunque in corsa per la Casa Bianca: sul palcoscenico ha fatto salire tre donne che in passato accusarono Bill di molestie sessuali, e una quarta il cui stupratore venne difeso in tribunale da Hillary Clinton nel 1975.

PAULA JONES
Nel 1991, Bill Clinton era ancora governatore dell'Arkansas, e sarebbe diventato presidente solo due anni più tardi. All'epoca, Paula Jones era un'impiegata statale 25enne. Secondo la sua versione dei fatti, un giorno venne accompagnata in una stanza dell'hotel Excelsior di Little Rock. Lì, ad attenderla, ci sarebbe stato Bill Clinton. Che dopo averla toccata e provato a baciarla, si sarebbe abbassato le mutande chiedendole di praticargli del sesso orale. Jones attese tre anni prima di denunciare Clinton per molestie sessuali. La causa si trascinò a lungo, fino al 1998, sovrapponendosi così al caso Lewinsky. Clinton, però, negò sempre ogni accusa, e quello stesso anno il tribunale sentenziò che non c'erano evidenze concrete che giustificassero un processo. Allo stesso tempo affermò che, in ogni caso, la presunta condotta di Clinton non era assimilabile a un abuso. La faccenda si risolse fuori dall'aula: Clinton pagò a Jones 850 mila dollari per mettere definitivamente a tacere la faccenda. Senza immaginare che sarebbe tornata a galla nemmeno vent'anni più tardi.

KATHLEEN WILLEY
Il 29 novembre 1993, una volontaria per la Casa Bianca di 47 anni entrò nello Studio Ovale. Dove, stando alle sue accuse, Bill Clinton la strinse a sé, la baciò sulla bocca e le palpeggiò seni e genitali. La versione di Kathleen Willey, però, venne ritenuta inattendibile e contraddittoria, alla luce della sua testimonianza nel caso Jones. Anche Clinton in questo caso negò tutto, e gli inquirenti stabilirono che non c'era motivo di ritenere che la sua versione dei fatti fosse falsa.

JUANITA BROADDRICK
Il 1978 fu l'anno della prima campagna elettorale per l'elezione a governatore dell'Arkansas condotta da Bill Clinton. E proprio in quell'anno avrebbe stuprato Juanita Broaddrick, che lo accusò oltre vent'anni più tardi, nel 1999. All'epoca dei fatti, Juanita aveva 35 anni e desiderava prestare servizio come volontaria nella campagna. Clinton le diede appuntamento prima all'hotel in cui lei alloggiava, per poi spostarsi nella stanza di lei per evitare giornalisti e fotografi. Lì l'avrebbe violentata. Quando, vent'anni più tardi, il presunto stupro divenne di dominio pubblico, un portavoce di Clinton negò recisamente l'intera faccenda. Il caso venne archiviato nel 2001, e la testimonianza di Juanita ritenuta inattendibile.

KATHY SHELTON
Nel 1975 la 12enne Kathy Shelton venne violentata da un uomo di 41 anni. Quell'uomo, Thomas Alfred Taylor, venne condannato a scontare una pena che non arrivava all'anno di reclusione, benché ne rischiasse addirittura 30. Non per stupro, ma per palpeggiamenti ai danni di un minore. A difenderlo in tribunale, una Hillary Clinton nemmeno 30enne. La oggi candidata alla presidenza, allora, fu in grado di bloccare l'ammissione in tribunale di alcune prove che avrebbero reso la condanna più pesante. In fondo, si comportò come dovrebbe fare qualsiasi avvocato: difendere il proprio cliente. In una registrazione risalente agli Anni 80, però, Hillary viene colta mentre ride del processo, ricordando tutti gli stratagemmi che mise in atto per salvare il suo assistito. Secondo Shelton, quel nastro smonta l'idea che Clinton sia genuinamente interessata ai diritti delle donne: «Forse sono la prima donna rimasta vittima di Hillary Clinton. Ha rovinato la mia vita; ha difeso il mio stupratore e dato la colpa a me. Avevo 12 anni. Poi ha riso di me», ha twittato il 10 ottobre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso