10 Ottobre Ott 2016 1315 10 ottobre 2016

Il fundraising per Hillary è femmina

A tu per tu con la direttrice di Women Ready for Hillary, Jessica Grounds: «Di solito le donazioni per i candidati alle elezioni arrivano da uomini, ma le cose sono cambiate. Almeno per la Clinton».

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Grounds
Jessica Grounds, statunitense di San Diego, è una donna che sa quello che vuole. Considerata tra i 50 influencer politici più importanti d'Oltreoceano, ha iniziato la sua carriera seguendo la campagna elettorale di una giovane candidata al Congresso degli Usa fino ad arrivare a Hillary Clinton. Nella lunga chiacchierata con LetteraDonna, la politologa 34enne ci ha sorpreso svelando cheil gap tra uomini e donne in politica è molto più alto negli Stati Uniti che in Italia: «Il vostro Paese si posiziona al 42esimo posto nella classifica della partecipazione femminile alle cariche politiche, mentre gli Stati Uniti al 97esimo».
Ma forse le cose stanno cambiando, e uno scatto del prossimo G7 potrebbe esserne la prova più concreta. Perché a fianco di Angela Merkel, cancelliera della Germania, e di Theresa May, primo ministro inglese, potrebbe esserci Hillary Clinton nel ruolo di presidente degli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia in cui tre dei sette Paesi che compongono il G7 sarebbero rappresentati da donne. Un sogno ma anche un obiettivo per Grounds che in Hillary Clinton ha iniziato a credere già nel 2013. In questi anni è stata direttrice del Women Ready for Hillary, l'organizzazione di supporto alla raccolta fondi della candidata alla Casa Bianca.

DOMANDA: È ancora la direttrice del progetto?
RISPOSTA: Sono stata nello staff dal novembre del 2013 all'aprile del 2015. Quando Hillary Clinton ha annunciato la sua candidatura l'organizzazione è stata smantellata.
D: Eravate un team indipendente di sostenitori che hanno aiutato a costruire un supporto alla Cinton, senza che esistesse ancora una campagna elettorale a livello ufficiale. Quale è stata la soddisfazione più grande?
R: Riuscire a coinvolgere donne che non avevano mai partecipato alla politica. Di solito nelle campagne elettorali degli Stati Uniti le donatrici sono nettamente inferiori rispetto agli uomini, molto più abituati a mettere mano al portafogli per i candidati che supportano. Alla fine circa il 60% era di sesso femminile.
D: Da quante persone era composto lo staff?
R: Da 26, per lo più con sede a Washington.
D: Secondo sondaggi e osservatori Hillary avrebbe vinto entrambi i faccia-a-faccia con Donald Trump. Come ci è riuscita?
R: Ha mostrato una maggiore padronanza degli argomenti. Trump è spesso sulla difensiva quando deve schivare gli attacchi della Clinton.
D: Gli Stati Uniti sono davvero pronti per la prima presidente donna della storia?
R: Sì, credo sì. Gallup (azienda che si occupa di sondaggi politici, ndr) è dal 1937 che chiede agli americani se desiderano eleggere una candidata di talento. Il trend ha continuato a crescere negli anni al punto che ora molti a sono disposti a votare per una donna.
D: Però molte persone non si fidano ancora di Hillary Clinton. Perché?
R: Alcuni per il pregiudizio nei confronti delle donne. Altri perché sono disillusi dalle istituzioni politiche e lei ne fa parte da molto tempo.
D: Qual è il campo in cui la candidata democratica è più forte e quello in cui è più debole?
R: Piace parecchio alle donne e alle persone di colore. Tra gli afroamericani ha un supporto superiore al 95% mentre tra i giovani ha un vantaggio di 25 punti su Donald Trump. Invece è più debole negli Stati del Sud e del Midwest.
D: Quindi, nonostante quello che si dice, nessun problema con gli under 30?
R: Diciamo che comunque c'è una certa apatia da parte dei giovani nei confronti delle elezioni che non è direttamente collegata con Clinton o Trump, ma è una sorta di comune disinteresse che caratterizza ragazzi e ragazze. Se tutti i giovani andassero a votare alle prossime elezioni di novembre, sarebbero il più grande gruppo elettorale statunitense.
D: Hillary come conquisterà gli Stati in bilico?
R: Non faccio parte della campagna, quindi ipotizzo soltanto, ma credo che userà una combinazione di pubblicità online e televisiva in unione con una forte presenza sul territorio. Negli Stati 'chiave' ci sono molti attivisti che stanno lavorando al telefono e facendo visite personalmente, casa per casa,  per convincere gli indecisi a votare lei a novembre.

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