7 Ottobre Ott 2016 1933 07 ottobre 2016

«Quel cartellone per Regeni era come un dente cariato»

Il sindaco di Trieste ha fatto rimuovere dalla facciata del Municipio lo striscione che chiedeva verità per il giovane ucciso in Egitto. «Stava diventando una questione politica».

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«Mi sono tolto il dente cariato e non ci sono più polemiche». Così Roberto Dipiazza (Forza Italia), il sindaco di Trieste ha chiuso la polemica nata dopo la decisione presa nella mattinata di venerdì 7 ottobre di rimuovere dalla facciata del Municipio lo striscione di Amnesty International che chiede «Verità per Giulio Regeni». Con questa mossa il primo cittadino ha di fatto anticipato l'iniziativa dei capigruppo della maggioranza di centrodestra che richiedevano la rimozione del cartellone attraverso una mozione. Tutta colpa di quel presunto «rischio di assuefazione visiva». Una spiegazione che aveva scatenato le reiterate proteste del Pd e pronta a essere discussa in Consiglio comunale lunedì 10. Ma il sindaco ha preferito prevenire piuttosto che curare eliminando alla radice il problema del contendere.

LA DECISIONE
Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano la scelta di togliere quello striscione sarebbe stata presa dal sindaco Dipiazza dopo la presunta campagna giornalistica avanzata dal Piccolo di Trieste. Il quotidiano si era espresso contro la mozione del centrodestra. In primis il direttore Enzo D’Antona: «Non ci piace e secondo noi il sindaco dovrà rifiutare. Non perché ogni manifesto sia destinato a restare affisso per sempre, ma perché il caso Regeni è ancora una ferita aperta nel cuore d’Italia [...] e sarebbe come voler abbandonare una battaglia ancora in corso. Come arrendersi e scegliere di dimenticare», si legge nell'editoriale pubblicato sul giornale.

LA STRUMENTALIZZAZIONE
Per Dipiazza questo ennesimo attacco sarebbe stato l'ennesimo tentativo di strumentalizzazione: «In questo momento con tutti i problemi che abbiamo nel Paese, con tutti i problemi di occupazione per i giovani che ho in città è inconcepibile dover occuparmi di queste cose… questa mattina mi sono alzato, ho visto il giornale, ho detto ‘bene. Così lo tolgo’. Mi sono tolto il dente cariato e non ci sono più polemiche», ha detto nel corso di un'intervista a Radio24. Alla domanda degli intervistatori di questo paragone tra il cartello e il dente cariato il sindaco ha risposto: «E sì perché il giornale l’ha messo come un problema politico, invece questo disgraziato è morto torturato per altre motivazioni, ha avuto tutta la mia solidarietà e la solidarietà di tutto il Paese però adesso è intervenuta la politica e quando interviene la politica a me non va più bene, perché se è un fatto politico allora lo tolgo», ha aggiunto. Il sindaco ha poi voluto esprimere tutta la sua solidarietà nei confronti della famiglia Regeni.

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