5 Ottobre Ott 2016 1200 05 ottobre 2016

L'altro sguardo

La mostra della Triennale di Milano dedicata alle protagoniste della fotografia italiana.

  • ...

Letizia Battaglia.

L'Italia ha avuto (ed ha tuttora) grandi fotografe, che con i loro scatti hanno documentato l'evoluzione del nostro Paese, ma anche raccontato la bellezze e la miseria del resto del mondo. Dalle città più famose agli angoli più sconosciuti, con l'eleganza del bianco e nero o grazie alle sperimentazioni più ardite. Si possono scoprire e apprezzare, tutte insieme, grazie alla mostra L'Altro Sguardo, in programma dal 5 ottobre all'8 gennaio alla Triennale di Milano, che propone una selezione di scatti delle più significative fotografe italiane attive dalla metà degli Anni '60 in poi.

UN PERCORSO CRONOLOGICO
La mostra espone il più consistente archivio di scatti firmati da fotografe nostrane, provenienti interamente dalla Collezione Donata Pizzini. Le immagini, in un percorso cronologico, fanno percepire i mutamenti concettuali, estetici e tecnologici che hanno caratterizzato la fotografia italiana. La centralità del corpo, i cambiamenti della società, il dolore dei lutti e le battaglie per i diritti civili. E poi il rapporto tra la memoria privata e quella collettiva: sono tanti i temi che emergono dalla mostra, che inizia con le foto di reportage delle 'pioniere' Carla Cerati, Lisetta Carmi, Paola Agosti e Letizia Battaglia, prosegue con i lavori degli Anni '80 per le pubblicità di massa e termina con le sperimentazioni condotte a partire dagli Anni '90, da fotografe come Luisa Lambri, specializzata in scatti di interni minimalisti, oppure Silvia Camporesi, che nei suoi scatti si muove su una sottile linea di confine fra immaginazione e realtà. Oppure ancora Marzia Migliora, Alessandra Spranzi e Gea Casolaro.

GLI SCATTI DELLE 'PIONIERE'
Generazioni diverse, visto che la prima ondata di fotografe e fotoreporter italiane è arrivata negli Anni '60, complice il femminismo che voleva donne più impegnate, e dunque grazie ai repentini cambiamenti sociali che interessarono un Paese in cui fino a quel momento la fotografia era appannaggio degli uomini. E, visto che ancora oggi i maschi in genere godono di maggior fama rispetto alle colleghe, vale davvero la pena perdersi tra gli scatti de L'Altro Sguardo: magari, soprattutto tra quelli delle pioniere della fotografia al femminile italiana, che vi raccontiamo qui sotto.

LISETTA CARMI
Classe 1924, Lisetta Carmi è nata a Genova e nel 1960 ha abbandonato la carriera di pianista per dedicarsi alla fotografia, un modo per impegnarsi politicamente e soprattutto capire un mondo dalle infinite sfumature. Dopo gli inizi al teatro Duse, ha proseguito un lungo percorso lavorativo ma al tempo stesso esistenziale che l'ha portata a visitare più volte Israele, ma anche a viaggiare in Afghanistan e India. Continuando a fotografare nel frattempo i vicoli e i personaggi della sua Genova. Tra i suoi lavori più conosciuti c'è il libro fotografico Travestiti, che fece scandalo a inizio Anni '70.

CARLA CERATI
Scomparsa a inizio 2016, Carla Cerati era nata a Bergamo nel 1926. Come Lisetta Carmi, anche lei ha iniziato a lavorare a tempo pieno come fotografa nel 1960, dopo aver abbandonato il precedente impiego. Nel suo caso, quello di sarta. Prima fotografa di scena, è passata in seguito al reportage e al ritratto: guidata dalla curiosità e dal suo occhio critico, Carla Cerati ha immortalato la gioventù italiana degli Anni ’60, i volti e i luoghi del boom economico e industriale, l’alluvione di Firenze e una Milano in pieno cambiamento. Il suo lavoro più apprezzato rimane però senza dubbio Morire di classe, pubblicato nel 1969 insieme a Gianni Berengo Gardin, con cui ha documentato la condizione degli internati nei manicomi.

LETIZIA BATTAGLIA
Nata a Palermo nel 1935, Letizia Battaglia ha iniziato la sua carriera nel 1969, collaborando con il giornale L'Ora. A metà degli Anni '70 si ritrova a documentare i delitti di mafia nella sua città e, fotografando le vittime e il dolore delle famiglie, riesce a raccontarne gli orrori. Suo anche gli scatti all'hotel Zagarella, che ritraevano i mafiosi Ignazio e Nino Salvo insieme ad Andreotti. Ma Letizia Battaglia non è solo la 'fotografa della mafia': ha immortalato anche, quasi sempre in bianco e nero, la miseria e lo splendore della sua Palermo, spesso attraverso soggetti femminili. Ha esposto molte volte all'estero e nel 1985 è stata la prima europea a ricevere il prestigioso premio Eugene Smith Grant.

PAOLA AGOSTI
Classe 1947, la torinese Paola Agosti ha iniziato a lavorare come fotografa a 22 anni, compiendo numerosi viaggi in Europa, Africa, Stati Uniti e Sud America, incontrando leader politici, artisti e uomini di cultura. Da parte sua c'è sempre stata grande attenzione verso il mondo femminile, che ha raccontato verso le lotte per i diritti civili degli Anni '70. Tra i suoi lavori più belli quelli dedicati alla fine della civiltà contadina del Piemonte più povero e all'emigrazione dei suoi corregionali in Argentina.

MARIALBA RUSSO
Nata nel 1947 a Giugliano, Marialba Russo ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Napoli, per poi avvicinandosi alla fotografia alla fine degli Anni '60. Il suo è stato definito uno 'sguardo da sud', vista la provenienza e la particolare attenzione dedicata alle rappresentazioni religiose e alle feste popolari dell'Italia centro-meridionale. Una vera e propria ricerca etnografica la sua. Marialba Russo ha però spaziato nella sua carriera, ad esempio con lavori più concettuali come Il parto, presentato in occasione di Venezia '79 o a quelli degli Anni '90, caratterizzati da un linguaggio più intimo e analitico, dove il paesaggio è diventato metafora di un tempo interiore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso