5 Ottobre Ott 2016 1845 05 ottobre 2016

Il caso-Ferrante fa il giro del mondo

I giornali stranieri si schierano compatti contro Giulio Gatti, che ha 'smascherato' Anita Raja, la traduttrice che si celava dietro lo pseudonimo. Sulla copertina di tanti romanzi di successo.

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ferrante

Anita Raja.


Il mistero sulla reale identità di Elena Ferrante è stato svelato: dietro a questo pseudonimo c'è Anita Raja. Il fatto che la scoperta da parte di Claudio Gatti del Sole 24 Ore sia arrivata attraverso metodi poco ortodossi, per usare un eufemismo, ha però fatto storcere il naso a molti. E in tutto il mondo, visto il successo planetario dei libri firmati dalla traduttrice, seppur con un nom de plume.


L'INDIGNAZIONE DEL NEW YORKER
L’inchiesta di Gatti, che ha spulciato nelle transazioni finanziarie della casa editrice senza nessun rispetto della privacy di Anita Raja, non è piaciuta ad esempio al New Yorker, che ha definito Gatti un «arrogante pignolo», sottolineando come sia offensivo inoltre sostenere che 'Elena Ferrante' sia nata dalla collaborazione di Raja con il marito scrittore Domenico Starnone perché evidentemente, in quanto donna, lei non sarebbe stata in grado di scrivere certi libri. Alexandra Schwartz scherza poi sul cognome di Gatti, ovvero 'the Cat' ('Cats' a dire il vero, e in questo caso i pignoli siamo noi), curioso appunto come un gatto.

UN'INVESTIGAZIONE CRIMINALE
Il New York Times si è affidato al poeta e critico letterario Adam Kirsch, che nel suo editoriale ha definito «la perizia contabile che ha portato ad Anita Raja più adatta all'investigazione criminale che alla critica letteraria». Mettendo però poi in risalto il potere dell'appropriazione culturale, visto che Anita Raja ha avuto successo grazie alla descrizione perfetta di una Napoli dei bassifondi in cui non è davvero cresciuta, come aveva fatto intendere invece nei suoi romanzi.

PAROLE PESANTI DAL GUARDIAN
Per Suzanne Moore del Guardian, Gatti è «un'idiota che rovista nella spazzatura», nonché uno «spaventoso, borioso investigatore privato», mentre per il Financial Times gli accertamenti sulle proprietà e sulle entrate economiche fatti dal giornalista sono «il tipo di controllo che ci si aspetta siano riservati dalla stampa a boss mafiosi, oligarchi e politici corrotti».

TUTTI CONTRO GATTI
Lo spagnolo El Mundo non usa termini forti per definire l'operato di Gatti. Tuttavia ne sottolinea il modo «brusco» con cui è riuscito a risalire all'identità di Elena Ferrante. Operazione che non è piaciuta nemmeno ai francesi di Libération, che l'ha definita «rozza» e «malsana». Più soft i toni di altre testate, tra cui Le Figaro, l'Economist e il belga Le Soir.

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