4 Ottobre Ott 2016 1647 04 ottobre 2016

A Sumatra è la mamma che comanda

I Minangkabau, indigeni dell'isola indonesiana, sin dal XII secolo, sono la più grande etnia matriarcale anticonvenzionale e, allo stesso tempo, tradizionale del mondo.

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Minangkabau ethnic

Who run the world? (Chi governa il mondo?), è una domanda che si è posta la cantante pop Beyoncé e la risposta non lascia dubbi: «Le donne». Come fanno quelle dei Minangkabau, indigeni dell'isola indonesiana di Sumatra. Un mondo ancestrale, anticonformista e tradizionale allo stesso tempo ma che, diversamente da altre realtà e società affini, è anche la più grande etnia matriarcale del mondo.

L'ORIGINE
Secondo quanto narrano le leggende, tutto ha avuto inizio a metà del XII secolo. Quando il re Maharajo Dirajo morì, lasciò orfani tre neonati avuti da altrettante mogli: Puti Indo Jalito, la prima di queste, si prese così cura di tutti i bambini oltre che del regno, spianando, in questo modo, la strada a una società matriarcale.

DONNE, COLONNE PORTANTI
La donna, infatti, ricopre un ruolo davvero importante dato che, oltre al controllo strettamente familiare, deve risolvere i problemi, di qualunque tipo essi siano, che si presentano anche al di fuori delle mura domestiche. Gli uomini, invece, sono tenuti ad avere un reddito fisso per provvedere al sostentamento dei figli. Per questa ragione, molti lasciano i loro villaggi per cercare lavoro altrove e tornano a casa solo saltuariamente. Ma, sebbene la fine di questa società femminista sia stata a lungo annunciata, l'etnia ha orgogliosamente portato avanti le sue tradizioni resistendo sia al tempo che alle avversità.

ANTICONFORMISTI MA TRADIZIONALISTI
Un milieu in cui la prole eredita il cognome dalla mamma, tutti gli averi sono riservati alle figlie femmine e l'uomo non è altro che un ospite in casa della moglie. In un mondo in cui convivono diverse religioni, dagli animisti fino alle influenze dell'induismo e del buddhismo arrivate dall'India, i Minang hanno abbracciato la religione islamica. E, a dispetto dell'ottica stereotipata dell'Islam, in questa loro realtà tutto è nelle mani delle donne, sebbene la loro cultura sia, per tanti versi, ancora tradizionale. Anche il matrimonio è una faccenda delicata e particolare: il giorno delle nozze, infatti, lo sposo è tenuto ad andare a casa dell'amata per la cerimonia, i cui riti sono praticati secondo i principi islamici. Viene accolto con danze e musiche dai membri della famiglia della futura moglie che, vestendo gli abiti del folclore locale, gli offrono denaro, regali e cibo. Forse l'unica volta in cui l'uomo è la 'prima donna'.

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