3 Ottobre Ott 2016 1344 03 ottobre 2016

È questo il volto di Elena Ferrante?

Un giornalista del Sole 24 Ore sostiene di aver scoperto la vera identità della scrittrice. Si tratterebbe di Anita Raja, ufficialmente solo traduttrice. Ecco chi è e le prove che conducono a lei.

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Anita Raja è Elena Ferrante. Forse. Anche se rimane qualche margine di incertezza, sembra proprio che il mistero sulla reale identità della scrittrice partenopea sia stato svelato. Raja era già in cima alla lista dei 'sospetti': l'idea che l'autrice di romanzi come L'amica geniale e Storia della bambina perduta fosse la moglie dello scrittore Domenico Starnone è sempre stata tra le più accreditate. Stavolta, però, a sostegno di questa teoria sembrano esserci prove molto concrete: i soldi.

STIPENDI AL SETACCIO
La presunta identità di Elena Ferrante è stata svelata da Claudio Gatti, la cui indagine è stata pubblicata dal Sole 24 ore, oltre che da altre testate tedesche, statunitensi e francesi (a riprova del fatto che Ferrante è ormai un fenomeno editoriale planetario). Spulciando tra vari documenti, Gatti ha notato che le cospicue somme pagate dalla casa editrice e/o ad Anita Raja non sono giustificate dalla sua collaborazione in qualità di traduttrice. Dal 2014 al 2015, ad esempio, i compensi di Raja sarebbero schizzati in alto del 150%. Aumenti giustificabili solo dal recente successo dei libri di Ferrante sul mercato mondiale, soprattutto quello di lingua inglese. Gatti, inoltre, ha ricondotto alla stessa causa anche l'acquisto di due grandi e costosi appartamenti a Roma da parte di Starnone e Raja. Non tutti, però, hanno apprezzato la solerzia con cui Gatti è andato a caccia di prove e indizi per stanare Elena Ferrante dal rifugio del suo pseudonimo.

PERPLESSITÀ DIFFUSE
A cominciare da Sandro Ferri, editore di Ferrante: «Trovo disgustoso il giornalismo che indaga nella privacy e tratta le scrittrici come camorriste». Parole durissime, un vero e proprio sfogo che però non conferma l'identità tra i due nomi, a cui Ferri continua a riferirsi come se si trattasse di due persone differenti. L'inchiesta di Gatti non è piaciuta neanche ai francesi di Libération, che l'ha definita come «rozza» e «malsana». Dalle colonne del Times Literary Supplement, invece, fanno sapere che mai avrebbero rivelato l'identità di Ferrante, perché a loro parere non si tratta di un lavoro giornalistico rilevante dal punto di vista estetico, culturale ed etico. La scrittrice Michela Murgia, invece, su Twitter condanna così tutta l'operazione: «La tristezza di andare a frugare nei movimenti economici delle persone per dimostrare chi è Elena Ferrante la chiamate ancora giornalismo?».

QUEL CHE SI SA SU ANITA RAJA
Come sottolinea Gatti, Anita Raja ha ben poco in comune con Elena Ferrante dal punto di vista biografico. È nata a Napoli, sì (nel 1953), ma non è figlia di una sarta napoletana. È nata in realtà dall'unione tra Renato Raja, magistrato, e l'insegnante di tedesco Golda Frieda Petzenbaum, nata in Germania, di origini polacche e di ascendenza ebraica, nonché sopravvissuta all'Olocausto. Raja, inoltre, vive a Roma dall'età di tre anni. È laureata in lettere e, Elena Ferrante a parte, finora era nota soprattutto per il suo lavoro di traduttrice dal tedesco: in particolare, ha tradotto molte opere della scrittrice Christa Wolf. A differenza di Ferrante, inoltre, non avrebbe delle sorelle, ma solo un fratello minore.

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