26 Settembre Set 2016 1747 26 settembre 2016

Il mondo secondo Rosi

Gli inizi di carriera del regista di Fuocoammare risalgono ai primi Anni '90. E la sua grande passione è sempre stata il documentario. Da Boatman a Sacro Gra, le tappe che hanno segnato la sua carriera.

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Lui le storie non le inventa. Prima le vive sulla sua pelle, poi cerca di catturarle con l'obiettivo della sua cinepresa. Perché Gianfranco Rosi, regista di quel Fuocoammare che l'Italia ha scelto come proprio alfiere per gli Oscar 2017, è un documentarista vero. Non piega la realtà alla sua visione, ma vi si cala anima e corpo per poi resitituirla con immagini e suoni al suo pubblico. Che non è mai stato grande (non lo è mai, per i documentaristi), ma il successo di Sacro Gra ne ha sicuramente ampliato i confini. Il cinema di Gianfranco Rosi, però, non si esaurisce nei due titoli che hanno conquistato l'attenzione della stampa, ma si estende nel passato per oltre vent'anni, fino al 1993. Scopriamo, dunque, quali sono gli altri lavori di Rosi prima di Fuocoammare.

BOATMAN
Un fiume che unisce i vivi e i morti. È il Gange, probabilmente, il vero protagonista del primo documentario di Rosi: un viaggio in India, all'altezza della città di Benares, che si rivela un momento di scoperta di vite e tradizioni locali spesso lontanissime dalla concezione di stampo europeo. Si tratta di un mediometraggio che a stento tocca l'ora di durata. Il barcaiolo del titolo è Gopal Maji, traghettatore di uno sguardo che si posa curioso su tradizioni e stranezze locali, nonché punto di riferimento fisso in un mondo cangiante eppure sempre simile a se stesso. Proprio come un fiume.

AFTERWORDS
È all'insegna della sperimentazione il cortometraggio Afterwords, storia di un uomo dalla mente malata che vive recluso in uno spazio chiuso e isolato. I suoi unici interlocutori sono gli animali che lo circondano. Si tratta di un prodotto altamente sperimentale, che mischia riprese in digitale e pellicola. Rosi stesso lo descrive come un «incontro tra un artista , un regista e un designer [...] una sorta di "work in progress", muovendosi tra le performance dell'artista e le suggestioni di un luoigo fatto di memoria e di solitudine».

BELOW SEA LEVEL
Nel 2008 Rosi si cimenta per la prima volta con un lungometraggio, volgendo il suo sguardo agli Stati Uniti. Ma non alle grandi metropoli, bensì a una comunità di homeless stabilitasi in una base militare abbandonata a 250 chilometri da Los Angeles. Il titolo, Below Sea Level (sotto il livello del mare), si riferisce all'altitudine di -40 metri dove la base è situata. Rosi incontra un gruppo di persone figlie di storie diversissime, ma che hanno avuto tutte una destinazione comune. Perché effettivamente, più che di homeless si tratta di reietti che la società ha deciso di mettere ai margini e dimenticare. E il loro sogno è proprio tornare a essere individui, non fantasmi.

EL SICARIO - ROOM 164
Che cosa significa trascorrere 80 minuti chiusi in una stanza d'hotel in compagnia di un sicario messicano? Gianfranco Rosi lo sa, e ci ha costruito sopra un documentario: El sicario - Room 164. Il film è al contempo un'opera di denuncia nel suo svelare al mondo le atrocità commesse dall'uomo per conto del cartello messicano del narcotraffico e le sue relazioni con frange corrotte della polizia, e anche un viaggio negli angoli più bui dell'animo umano.

SACRO GRA
Trovare la poesia nel Grande Raccordo Anulare. Sfida non da poco, e che è valso a Rosi il Leone d'Oro. Sacro GRA è stato il primo documentario nella storia del Festival di Venezia a vivere il premio più ambito. Merito, appunto, di Rosi. Due anni è durato il viaggio attraverso il percorso circolare delimitato dall'anello di asfalto che cinge l'Urbe, seguito da otto mesi di montaggio.

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