22 Settembre Set 2016 1553 22 settembre 2016

Di fertile c'è solo l'addio

Ecco chi è Daniela Rodorigo, ex Direttore generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali del Ministero della saluta licenziata dalla Lorenzin dopo la fallimentare campagna sul Fertility Day.

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Alla fine un colpevole da mandare alla gogna mediatica doveva pur saltare fuori. Soprattutto dopo il secondo scivolone (consecutivo) legato alla comunicazione del Fertility Day. Un evento nato col piede sbagliato - e proseguito anche peggio - che è costato il posto di lavoro a Daniela Rodorigo. È infatti lei il capro espiatorio individuato dal Ministero della salute Beatrice Lorenzin dopo le polemiche nate intorno alla campagna promozionale sul giorno della fertilità. Prima a causa degli sciagurati slogan, poi di quel volantino considerato da molti razzista e subito ritirato.

SUPER DIRIGENTE
A farne le spese è stata così questa super dirigente laureata in Giurisprudenza e con uno stipendio da 236 mila euro lordi all'anno che ora rischia di perdere il proprio posto. Ed ecco che al Ministero della salute si è improvvisamente aperto un posto da Direttore generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali. Proprio quello occupato sino a poco tempo prima proprio dalla Rodorigo. Già componente esterno della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia del Servizio Sanitario Nazionale, docente alla Sapienza e con diversi master conseguiti, questo manager non è al primo incarico come dirigente pubblico. Eppure questo non le è servito per evitare uno scivolone epocale.

CADE DALLE NUBI
Ma, un po' come Checco Zalone, anche la Rodorigo sembra cadere dalle nubi dichiarando agli organi di stampa di non saperne quasi nulla. «Sono venuta a conoscenza della revoca dell'incarico da una nota del Ministero. Non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale», ha spiegato. Insomma bocche cucite in attesa anche che gli organi incaricati dalla Lorenzin facciano chiarezza sul motivo per cui «l’immagine visionata e vidimata dal Gabinetto non corrisponda esattamente a quella apparsa sul sito». Eppure a Repubblica l'ormai ex capo della comunicazione ha spiegato di voler andare a fondo della questione trattando l'argomento «nelle sedi opportune. Vedremo cosa succederà».

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