20 Settembre Set 2016 1338 20 settembre 2016

Bebe secondo Anne

Oro olimpico a Rio 2016, la paratleta Beatrice Maria Vio ha posato per l'obiettivo della fotografa australiana Geddes nella campagna di sensibilizzazione per la prevenzione della meningite. Ecco chi è l'artista dietro gli scatti.

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19 anni e medaglia d'oro nel fioretto individuale ai Giochi Paralimpici di Rio 2016, è Bebe, Beatrice Maria Vio. Prima ancora, però, è testimonial di una campagna benefica e solidale realizzata dalla fotografa Anne Geddes: Win for Meningitis, iniziativa globale promossa dalla società farmaceutica GSK per aumentare la consapevolezza sulla meningite e sui vaccini disponibili per combatterla. Conosciuta per i suoi scatti di bambini in ambienti fiabeschi, la fotografa australiana ha cambiato stile per questa volta: ha fotografato alcuni atleti paralimpici, sopravvissuti a questa malattia. Tra questi la neocampionessa veneta.

WIN FOR LIFE, WIN FOR GOLD
Bebe è stata colpita da meningite fulminante nel 2008, quando aveva 11 anni e, per sopravvivere, le sono stati amputati gli avambracci e le gambe. Un anno dopo la malattia, ha ripreso la scherma, sport cominciato all'età di cinque anni. Da allora è diventata, in varie occasioni, testimonial dello sport e, in particolare, della scherma su sedia a rotelle. Nonostante la disabilità, è riuscita a inseguire le sue passione e a diventare una campionessa mondiale. Soggetto delle foto della Geddes, è stata fotografata senza protesi mentre tiene un bambino tra le braccia.

LA FOTOGRAFA DEI BAMBINI
In fondo al mar o in giardino. Mascherati da fiori o in latte di alluminio. Sorridenti o assopiti. L'importante è che siano bambini. Fotografa australiana, Anne Geddes è un'artista di fama internazionale. Sin dagli esordi della sua carriera, il fil rouge del suo operato è stato sempre la bellezza, purezza e vulnerabilità della fanciullezza, materializzazione del suo 'credo': ogni bambino deve essere protetto, nutrito e amato.

TUTTO HA INIZIO CON IL CAVOLO
Un mese sabbatico per approfondire ed esaminare la sua ispirazione e foto per se stessa: in quell'occasione sono stati 'concepiti' Rhys e Grant, i gemelli diventati famosi per essere stati ritratti dalla Geddes in due cavoli. Nel 1992, è stata creata e diffusa la prima collezione di biglietti di auguri e la fotografa si è classificata prima in una competizione organizzata da AGFA, un'azienda belga che si occupa di sistemi per la riproduzione di immagini. Da queste due esperienze sono nati il suo primo calendario (tuttora di successo) e la fondazione di The Geddes Philanthropic Trust, un'associazione che si occupa di raccolta fondi e sensibilizzazione per la prevenzione dell'abuso e dell'abbandono dei minori e che fa capo a United Nations Foundation.

NUOVE ISPIRAZIONI E SUCCESSO
Ispirato dalle letture delle favole alle sue figlie, Down in the Garden, il primo coffee table book di Anne Geddes, ha visto la luce nel 1996. Ciò ha portato la fotografa sulla cresta dell'onda tanto da arrivare all'Ophrah Winfrey Show e, da lì, nelle case degli americani. Il trionfo del primo 'fotolibro' ha cambiato globalmente la visione delle foto di famiglia e ha trasformato l'australiana in autrice di gran successo. L'apice del successo della Geddes è giunto nel 1997. In un solo anno è entrata a far parte della Professional Photographers of America Association e ha ricevuto un titolo onorario per il suo stile unico al New Zealand Institute of Professional Photographers. Nel 1999 viene pubblicato il secondo coffee table bookUntil NowPure, Miracle, Beginnings sono gli ultimi libri prima del 'salto' verso un livello più alto di filantropia. Nel 2012, infatti, la Geddes annuncia la sua collaborazione con l'associazione Every Woman Every Child. È del 2013, invece, l'iniziativa fotografica che vede al centro del suo lavoro le persone sopravvissute al meningococco, il batterio causa della meningite. Così è nato Protecting Our Tomorrows.

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