16 Settembre Set 2016 1757 16 settembre 2016

In rehab grazie ad Amy

A Londra ha aperto «Amy’s Place», centro di recupero per donne con problemi di alcol e droga finanziato dalla Fondazione Winehouse. «Un banco di prova per fortificarle dopo la disintossicazione».

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Non solo le sue canzoni, tristi e indimenticabili. D’ora in poi la memoria di Amy Winehouse sarà legata anche a un importante progetto tutto al femminile. A Londra ha infatti appena aperto i battenti un centro di recupero per donne con problemi di alcol e droga, finanziato con i proventi dei suoi successi. Si chiama «Amy’s Place» (che potremmo tradurre come «la casa di Amy») ed è stato creato dalla Fondazione che dal 2011, anno della sua morte, la ricorda. Un modo per offrire una nuova vita alle donne che sono cadute tra le braccia di questi demoni.

PER UN RECUPERO A LUNGO TERMINE
Un progetto di riabilitazione che ha visto il coinvolgimento anche dell’associazione Centra Care and Support, che si occupa di assistenza domiciliare e accoglienza protetta. «Abbiamo deciso di costruire una struttura come questa per aiutare le donne tra i 18 e i 30 anni con problemi legati al mondo della tossicodipendenza o dell’alcolismo a raggiungere un recupero a lungo termine», spiega a LetteraDonna Dominic Ruffy, direttore Progetti speciali presso la Fondazione. Un’iniziativa originale, che avrà un riscontro a livello nazionale e rischia di diventare un punto di riferimento anche per molti altri Paesi. «La nostra attenzione si è focalizzata sulla formazione a tempo pieno e poi sul lavoro», aggiunge. «L’idea è quella di dare a queste donne sicurezza, serenità e competenze perché possano lanciarsi in una professione che permetta loro di riprendere una vita sana e soddisfacente».

DODICI APPARTAMENTI E INIZIATIVE CONDIVISE
Nella casa di Amy, che si trova nella zona Est di Londra, ci sono 12 piccoli appartamenti indipendenti pronti a ospitare fino a 16 donne per volta, che dovranno condividere spazi comuni e cooperare su alcune iniziative. Ogni giorno sono previste quattro attività in piccoli gruppi che le coinvolgeranno, dal reiki (una pratica spirituale, Ndr) allo yoga, fino alle sedute che spiegano come non ricadere nelle dipendenze da cui sono uscite. «L’aspetto interessante è che questo sarà il primo progetto in Gran Bretagna a fare da ponte tra i servizi di disintossicazione, dove all’inizio vengono accolte le persone con dipendenza, e la ripresa di una vita normale», insiste Dominic Ruffy. Una specie di banco di prova. Tre mesi per rientrare nel mondo non protetto e fortificarsi in modo da evitare il rischio di ritornare vittime della dipendenza. Molte ricerche, condotte in Gran Bretagna come in America, dimostrano infatti che qualora possano vivere un periodo di adattamento controllato, le persone vittima di dipendenze riescono con maggiore successo a risolvere le loro problematiche.

UNA SOLUZIONE AL FEMMINILE
«Amy’s Place» servirà a questo, oltre che a colmare il vuoto di assistenza della Gran Bretagna, che ha moltissime richieste per la disintossicazione, ma solo pochi spazi dedicati al recupero successivo. Con una disponibilità ancora inferiore di centri pensati specificatamente per le donne, che pure hanno bisogno di altre cure e attenzioni rispetto agli uomini. «Questo spazio farà la differenza», sottolinea con entusiasmo Jane Winehouse, la matrigna della cantante che ora segue la Fondazione. «Siamo convinte che molte donne qui troveranno l’ambiente ideale per ricostruire la loro vita secondo gli insegnamenti che hanno appreso durante la disintossicazione. Come abbiamo scoperto dopo la sua morte, Amy amava i giovani e aiutava con il suo denaro e attraverso eventi e canzoni molte associazioni di volontariato che si occupavano di loro». Il posto di Amy servirà a portare avanti questo impegno. «Ricominciare da zero non è facile», conclude la signora Winehouse, «ma in questo spazio di riabilitazione forniremo alle ragazze supporto e strumenti perché riescano a trasformare in realtà il sogno di una vita serena, senza schiavitù di alcun tipo».

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