14 Settembre Set 2016 1927 14 settembre 2016

Io, Cettina senza montarmi la testa

In Un medico in famiglia 10 si confronta con una figura importante, quella che fu di Lunetta Savino. Cristiana Vaccaro si racconta a LetteraDonna: «Ho fatto troppa gavetta per pensare alla fama».

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Cristiana Vaccaro

Tra grandi ritorni e nuovi nomi Un medico in famiglia si è confermato, anche per la decima stagione, uno degli appuntamenti televisivi più amati dagli italiani. A dirlo sono i dati d'ascolto delle prime due puntate, andate in onda il 7 e l'8 settembre, che hanno decretato la vittoria delle vicende di casa Martini contro i competitors di Canale 5. Tante le novità in programma sia per uno dei volti storici della serie tv, Giulio Scarpati, tornato a vestire i panni di papà Lele Martini, sia per i nuovi attori entrati a far parte del cast. Come Cristiana Vaccaro, chiamata a ricoprire il ruolo di una delle figure più conosciute di Un medico in famiglia: la spassosissima tata-colf Cettina (Lunetta Savino) che ora si chiama Maddalena e viene dalla Puglia come nonno Libero. «Il personaggio che interpreto è ispirato a mia nonna e alle mie origini del Sud», ha raccontato lei a LetteraDonna. «Anche se poi sul set mi confrontavo spesso con Lino Banfi, un vero maestro della televisione italiana».

Cristiana Vaccaro in una scena della serie tv Un medico in famiglia.

DOMANDA: Dopo Lunetta Savino e Beatrice Fazi, tocca a lei interpretare un ruolo storico della serie. Come si è preparata a questa sfida?
RISPOSTA: Mi sono trasferita in Puglia, tra Alberobello e Locorotondo, per studiare il pugliese. Ascoltavo e registravo molte delle persone che incontravo, dalle signore a cui chiedevo informazioni ai camerieri di qualche ristorante. Poi mi hanno aiutato dei miei bravissimi amici attori: Gabriele Granito che ho conosciuto sul set di Noi siamo Francesco e Michele Riondino, mio fraterno amico dai tempi della Silvio D’Amico. Devo dire che mi ha aiutato anche la mamma di Michele a cui ogni tanto mandavo dei messaggi vocali da tradurre in dialetto pugliese! È stato impegnativo ma molto divertente.
D: Cosa ci dobbiamo aspettare dal suo personaggio?
R: «Subbuglio», come dice lei a nonno Libero nella seconda puntata. Situazioni esilaranti e anche molta dolcezza soprattutto nel rapporto che via via si andrà sviluppando tra lei e i nonni.
D: Com'è lavorare con attori che hanno fatto la storia della televisione e della cinematografia italiana, come Milena Vukotic e Lino Banfi?
R: Un privilegio. Lino è un vero vulcano di idee, Milena ha una rara sensibilità attoriale e umana. Insomma, è stata una bellissima esperienza.

Cristiana Vaccaro, Giulio Scarpati, Lino Banfi e Milena Vukotic sul set di Un medico in famiglia.

D: Lei è mai stata una telespettatrice di Un medico in famiglia?
R: Sì, lo seguivo nelle prime edizioni. Le altre le ho viste successivamente per prepararmi meglio al ruolo.
D: Qual è il segreto di un così lungo successo di una serie tivù come questa?R: È una fiction che parla dei valori più profondi della famiglia. Una famiglia allargata che apre le porte a chi ha bisogno, accogliente, basata sugli affetti più semplici e profondi, sull’amore di un padre per un figlio o di un nonno per il nipote, il senso di protezione che solo una famiglia unita può dare. Il pranzo e la cena ad esempio sono i momenti in cui tutti si riuniscono intorno a un tavolo e comunicano. Sembra una banalità, ma oggi passiamo tutto il tempo a correre tra un impegno e l’altro…
D: Visto il successo della serie, potrebbe cambiare il suo personale rapporto con la notorietà?
R: Non credo. Ho fatto troppi anni di 'gavetta' alle spalle per montarmi la testa! Sarò semplicemente quello che sono stata finora con o senza fama.
D: Lei è tra i soci fondatori di una compagnia teatrale. Come si mantiene viva la passione per il teatro lavorando al cinema e in tivù?
R: Il Circo Bordeaux è la compagnia teatrale che ho fondato insieme ad alcuni compagni dell’Accademia Silvio D’Amico nel 2000 e da cui è nata poi una scuola di recitazione, l’Accademia Bordeaux appunto. Marco Andreoli, Michele Riondino, Alessandro Loi, Tommaso Cardarelli, Anna Amato, Sveva Tedeschi, Massimiliano Davoli, Daniele Pilly sono i miei amici di sempre con cui condivido e tengo viva la mia passione per il teatro. Michele nel suo libro edito dalla Fandango dedica ben tre capitoli al Circo Bordeaux e agli anni passati in Accademia.
D: Meglio tivù, cinema o teatro?
R: Nonho una reale preferenza. Penso che esista la possibilità di mettere un pizzico di poesia in ogni cosa che si fa se si vuole. Credo che questo sia l’unico modo per mantenere vive le proprie passioni.

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