12 Settembre Set 2016 1303 12 settembre 2016

La polmonite non mette k.o. solo Hillary

Ecco sintomi e cause della malattia che ha colpito la candidata democratica alla presidenza Usa. Si cura facilmente a domicilio, ma il consiglio è quello di non sottovalutarla mai.

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Hillary Clinton ha la polmonite. La notizia è passata prima di bocca in bocca per poi essere confermata dal medico curante dell'ex first lady. Il tamtam mediatico è iniziato quando la candidata democratica ha accusato un malore mentre si trovava a Ground Zero in occasione del quindicesimo anniversario degli attentati dell'11 settembre. La malattia che la sta a lungo provando le era stata diagnosticata da qualche giorno, in seguito a esami approfonditi eseguiti per capire le cause di una tosse prolungata. Troppo profonda e insistente per essere una semplice influenza stagionale o delle allergie di cui la Clinton soffre dalla nascita. Le avevano consigliato riposo assoluto ma il richiamo della commemorazione in onore alle vittime dell'attentato alle torri gemelle è stato più forte anche della malattia. Questo almeno sino a quando la candidata democratica non si è sentita mancare, venendo trasportata a braccia nella vettura che l'ha riportata a casa.

LA MALATTIA
Hillary Clinton ha così commesso un errore imperdonabile: sottovalutare la sua malattia. E per comprendere meglio quanto accaduto all'ex first lady è necessario capire che la polmonite, nonostante sia facilmente curabile, è comunque una malattia seria. A causarla è soprattutto il batterio gram-positivo (esistono, però, anche sue forme virali) che prende il nome di streptococcus pneumoniae o pneumococco. A rendere pericoloso lo pneumococco è la sua resistenza ai farmaci e nel superare le difese immunitarie. Abile a diffondersi nel sangue, infatti, questo batterio può infettare amche altri organi oltre ai polmoni dai quali parte.

FATTORI DI RISCHIO
Tra i principali fattori che potrebbero aggravare la malattia, oltre che l'età (l’infezione può essere molto pericolosa soprattutto se contratta dai bambini piccoli o da anziani dopo i 65, anche se l'incidenza di contrarla sale progressivamente a partire dai 50 anni), anche l'assunzione di terapie immunosoppressive, agenti esterni come fumo e alcol, pregresse patologie cardiache o respiratorie. In Italia sono circa 2,5 i casi di polmonite che si verificano ogni mille persone ma nell'80% dei casi questa patologia viene tranquillamente curata a domicilio senza obbligo di ricovero ospedaliero.

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