12 Settembre Set 2016 1928 12 settembre 2016

«Avevamo cresciuto Yanis nella tolleranza»

Mickaël e Samira, genitori del bimbo di quattro anni che ha perso la vita nell'attentato di Nizza del 14 luglio 2016, sono andati a vivere a Grenoble, città di origine della donna: «Un salto indietro di 15 anni».

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Mickaël e Samira

Grenoble, Francia. Nuova casa, nuovi vicini e nuova città per provare a ricominciare una nuova vita lontano da Nizza. A decidere di tagliare con il passato sono stati Mickaël e Samira Coviaux, genitori di Yanis, bimbo di quattro anni che ha perso la vita nell'attentato del 14 luglio 2016 sulla Promenade des Anglais. «Nizza è il luogo di molti bei ricordi, ma anche del peggio di noi», ha dichiarato la giovane donna a Le Parisien.


Attentat de Nice : les parents de Yanis... di leparisien

«VIVEVAMO UNA VITA DA FAMIGLIA. SIAMO TORNATI A VIVERE DA COPPIA»
Un salto indietro di 15 anni, come dice la stessa Samira, mentre parla di questo nuovo inizio. «A Nizza, ho avuto paura di perdere il contatto con la realtà», ha confessato la donna che, con l'aiuto di uno specialista, sta cercando di metabolizzare la perdita del figlio. Nonostante i momenti di debolezza, come papà Mickaël ha confidato, fa sempre affidamento sulle foto e sui video precedenti alla tragedia. «Dobbiamo andare avanti in memoria di Yanis», hanno detto.

IL RIFUGIO NELLA RELIGIONE
«Anche se la interrogo spesso, è la fede che mi permette di tener duro», ha confessato la donna che considera «nullo» l'Islam dei sostenitori del Daesh. Per lei non sono altro che dei giovani «poveri e smarriti» che non hanno nulla da spartire con la sua religione perché non sono veri musulmani. Mickaël e Samira, praticante lei, non praticante lui, non vogliono autocommiserarsi. «Abbiamo cresciuto Yanis nella tolleranza. Chiudersi in se stessi o alimentare l'odio non gli renderebbe giustizia», hanno continuato i due chiedendo che sia il governo a prendere misure dure, perché non ritengono tollerabile che persone schedate vadano in giro tranquillamente.

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«Nostro figlio era sempre sorridente e felice e vorrei trasmetterlo agli altri», è questo l'obiettivo che si è prefissata Samira. La donna intende adoperarsi in associazioni che lavorano con i bambini e, magari, fondarne una propria. Hanno già cominciato a donare giocattoli e vestiti di Yanis ai bambini del Madagascar e a fare beneficenza con il denaro proveniente dal Fondo di garanzia delle vittime del terrorismo. «Questi soldi non li abbiamo sudati e vorrei, quindi, che fossero altri sfortunati a poterne giovare. La loro gioia mi ricorderebbe quella di nostro figlio», conclude papà Mickaël.

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