12 Settembre Set 2016 1306 12 settembre 2016

«A Pechino Express grazie a Tina»

Ama la lettura, i gatti e le tematiche sociali. In coppia con l'amica e vamp di Uomini e Donne, lo scrittore Simone Di Matteo ci racconta la sua esperienza on the road su Rai 2 dal 12 settembre.

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Tra missioni e prove, in giro per la Colombia, passando per il Guatemala e arrivando in Messico, sono pronti ad affrontare la loro Mission Impossible. Pechino Express torna su Rai 2 da lunedì 12 settembre, e nella sua quinta edizione condotta da Costantino della Gherardesca vede la partecipazione on the road di una coppia davvero esplosiva, dentro e fuori il programma. Lei è la bionda opinionista di Uomini e Donne Tina Cipollari e lui l’amico scrittore Simone Di Matteo. Insieme sono gli «Gli Spostati», come Marylin Monroe e Clark Gable nell’omonimo film diretto da John Huston.

UNO SCRITTORE IN TIVÙ
«Stare dall'altra parte del mondo? È stata un'esperienza bellissima», racconta Di Matteo a LetteraDonnaScrittore e oggi anche imprenditore, nel 2010 decide di fondare DiamonD EditricE diventando tra i più giovani editori in Italia. Uno che segue solo quello in cui crede: pubblica libri che affrontano tematiche sociali, forti e attuali come la violenza contro le donne e l’omofobia. Ha scelto la strada della cultura e dell’educazione alla lettura, anche se non disdegna la televisione. Agguerrito e diretto, come nella vita, compagno d’avventura della vamp di Uomini e Donne, cercherà di portare avanti «battaglie sociali» anche nell’adventure reality.

DOMANDA: Cosa le ha lasciato l'esperienza di Pechino Express?
RISPOSTA: La bellezza di luoghi e di paesaggi che normalmente non siamo abituati a vedere. E soprattutto nuove amicizie con alcune concorrenti, come Silvia Farina e Cristina Bugatty. È stato un piacere gareggiare con loro. Ho scoperto delle persone bellissime.
D: Ha dichiarato: «Per me Tina è una compagna di vita». Siete amici e confidenti. Non litigate mai?
R: Come in tutti i rapporti anche il nostro si basa su diversi aspetti. Noi ci sopportiamo bene. Discutiamo spesso e ci confrontiamo, ma no, non litighiamo mai, non cadiamo negli eccessi. Anche durante il viaggio ci sono stati dei diverbi, come quelli tra due classici «turisti per caso».
D: Con chi si è trovato bene e con chi meno?
R: Le coppie degli Estranei, dei Contribuenti, degli Innamorati e dei Coniugi sono quelle che ho apprezzato di più. Molto male sinceramente con nessuno. Gli altri non li ricordo neanche, e non so se sia un bene o un male (ride, Ndr).
D: Rifarebbe Pechino Express?
R: Magari fra qualche anno, non subito perché è stata un’esperienza molto forte e dura da un punto di vista fisico e psicologico. I reality ti privano di molte cose. Puoi scegliere dove andare, come farlo, ma non c’è una libertà piena perché sei seguito sempre dall’occhio indiscreto della telecamera.
D: Si è allenato fisicamente per il programma?
R: Assolutamente no, non sono uno sportivo. Preferisco leggere un libro e allenare più l’anima che il corpo.
D: Se non ci fosse stata Tina con chi le sarebbe piaciuto andare?
R: Con nessun’altro, visto che la proposta è arrivata direttamente da lei. Se non ci fosse stata, nessuno mi avrebbe chiesto di partecipare.
D: Come è stato il ritorno in Italia?
R: È stato bellissimo ritrovare la famiglia e gli amici che mi aspettavano. Hanno organizzato anche una festa e ho finalmente potuto riabbracciare i miei sei gatti e le mie piante.
D: Sei gatti sono tanti.
R: Adoro gli animali e cerco, quando posso, di aiutarli anche facendo del volontariato. Tutti i miei gatti sono stati raccolti per la strada. Considero l’uomo un animale e non me ne voglia nessuno, ma non trovo differenza alcuna. Una vita è sempre una vita, e va salvaguardata!
D: Dopo Pechino sogna un futuro in televisione?
R: Sono un editore e intendo occuparmi di letteratura e di libri. Certo, se dovessero arrivare delle proposte per la tivù sicuramente le prenderei in considerazione.
D: A proposito, la sua casa editrice si batte per il sociale.
R: Abbiamo pubblicato libri sull’omofobia come L’albero dei rosari di Maurizio Valtieri, adottato nelle scuole. L’ultimo Era mio padre di Claudia Saba, a cura di Simone Pozzati, un racconto contro la violenza sulle donne che spero possa essere di supporto e di aiuto a chi è vittima di abusi, e magari, attraverso le pagine del libro, possa trovare il coraggio di denunciare.
D: Scelte difficili, rispetto a temi più vendibili.
R: Nella vita non sono mai stato interessato ai soldi. Faccio sempre quello che mi piace anche se a volte è controproducente, però si vive anche di grandi soddisfazioni, no?
D: A dicembre invece è prevista l'uscita del suo nuovo libro, L’amore dietro ogni cosa.
R: È un libro di racconti sull’amore che non ha età, né sesso, in stile fiabesco. Ho sempre scritto sull’amore e continuerò a farlo. Il protagonista è un cantastorie che racconta alle persone che incontra delle romantiche novelle.
D: Quale è il suo scrittore preferito?
R: Amo molto tutti gli autori classici da Ovidio a Omero. Ma anche Alberto Moravia e la poetessa Alda Merini. Tra i moderni seguo Roberto Cotroneo. Ha una penna scorrevole, intensa e i suoi libri li porto nel cuore.

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