9 Settembre Set 2016 1209 09 settembre 2016

«Non chiamatemi attrice»

«Non è detto che se una è bella sappia esserlo»: Catrinel Marlon, su Rai Uno con Donne di Andrea Camilleri, ha iniziato a recitare in un periodo buio. Senza montarsi la testa: «Sono solo all'inizio».

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Alternative Views - 73rd Venice Film Festival

Bella, alta, e di un’eleganza naturale. Catrinel Marlon è la perfetta interprete di Inés, una delle figure femminili raccontate in Donne, la serie di dieci puntate ispirata alla raccolta omonima di Andrea Camilleri, in onda su Rai Uno fino al 10 settembre.
Modella italo-rumena, Catrinel fa anche l’attrice da qualche anno: questa volta è stata scelta per un personaggio dall’allure misteriosa, una donna combattuta tra due passioni, che su un volo aereo chiede a un giovane Camilleri consigli sul suo destino. Le puntate della fiction durano tutte dieci minuti e ognuna racconta una donna diversa, che lo scrittore famoso per i suoi gialli ha incontrato nella sua vita. Piccoli ritratti di personalità femminili diverse ma sempre molto forti, come quella messa in scena da Catrinel.

ATTRICE E MODELLA
In comune con i suo personaggio, la Marlon dice di avere la passione per i viaggi e per la moda. Per lavoro è sempre di corsa e anche quando la raggiungiamo al telefono è in attesa di un taxi che la porti in aeroporto, diretta alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ritirato il Premio Kinéo Giovani Rivelazioni. Nonostante sia in piedi dalle sei del mattino per girare un nuovo film e abbia qualche linea di febbre, si fa trasportare dalle nostre domande per tornare con la memoria indietro negli anni, in quella Romania post Ceaușescu in cui è cresciuta e dove da giovanissima è stata notata da un agente, che le ha permesso di iniziare la carriera di fotomodella. Poi è arrivato il cinema, spronata dal regista Federico Brugia prima e da Luigi Lo Cascio poi. Tornando al presente, Catrinel ci racconta che in Donne ha messo molto di se stessa. «Anche il regista Emanuele Imbucci ha visto in me tratti di Inés», spiega a LetteraDonna.

Catrinel Marlon interpreta Inés nella serie di Rai Uno, Donne.

DOMANDA: Ci parli di questa Inés.
RISPOSTA: È una donna misteriosa, molto insicura, e per questo simile a me. Anche io sono una piccola stilista, poi viaggio tanto e in più mi è capitata in passato una situazione simile alla sua.
D: Cioè?
R: Come il personaggio che interpreto, anch’io una volta ero in aereo e chiesi a un passeggero accanto a me cosa fare con due uomini che erano entrati nella mia vita. Lui mi consigliò e lo ascoltai.
D: Conosceva Camilleri prima di questa esperienza?
R: Chi non lo conosce? Però ho letto pochissime cose sue, perché per me, che sono straniera, ha una scrittura molto difficile. Viaggiando molto, vedevo spesso i suoi libri nelle librerie degli aeroporti, così un giorno ho chiesto a un mio amico cos’erano quei libricini così piccoli e curiosi. Qualcuno l’ho comprato.
D: Ha avuto modo di confrontarsi direttamente con lui su questa storia?
R: Purtroppo no. Speravo di incontrarlo sul set, volevo ringraziarlo personalmente perché so che ha partecipato alla scelta degli attori assieme al regista. Spero ci sarà un’altra occasione.

D: Che ritratto della figura femminile ne esce da questa serie?
R: Camilleri in tutti gli episodi ha raccontato gli aspetti più forti del mondo femminile, perché per lui la donna è come Dio. Nel mio episodio c’è però una cosa che mia madre non avrebbe mai accettato.
D: Ovvero?
R: Sin da piccola mi ha sempre detto che la donna che si sposa, deve rimanere sposata per tutta la vita. Se Inés fosse una vera donna d'altri tempi, come si racconta nella serie, non avrebbe altri uomini per la testa. Era una donna moderna per l’epoca.
D: Lei si ispira a qualche donna in particolare?
R: Devo dire che non ho nessuna attrice o musa di riferimento. Certe persone a volte sono fonte d'ispirazione, ma non ho un nome in testa a cui tendo.
D: Come ha iniziato a recitare?
R: Grazie a una persona che mi ha fatto del male. In quel periodo in cui ero molto giù, il regista Federico Brugia è stato colpito dalla mia strana presenza e ha detto di volermi aiutare. Cercava una ragazza per il suo primo lungometraggio, Tutti i rumori del mare, per il ruolo di una giovane bipolare. Mi ha detto che dovevo essere me stessa, perché in quella fase della mia vita ero perfetta per quella parte. Mi è piaciuto moltissimo, e l’aiuto che mi ha dato lui mi ha portato a quello che sono oggi.

D: Lei però ha iniziato come modella, si ricorda il suo primo scatto?
R: Il primissimo è stato quello per il book d’agenzia, mentre il primo servizio pagato è stato per una casa farmaceutica, per un medicinale contro il mal di testa (ride, ndr).
D: Ha mai subito il pregiudizio che c’è verso le modelle che fanno le attrici?
R: Quando a 15 anni mi hanno chiesto di fare l’attrice ho rifiutato perché, pensavo, non è detto che se una è bella sa anche recitare. A volte mi vergogno di dire che sono una’ attrice, perché sono solo all’inizio. Una può dirlo quando ha già un po’ di cose alle spalle. Ma oggi tutte vogliono esserlo.
D: Tra le modelle intende?
R: Sì. In molte sperano di lavorare nel cinema e vanno a Los Angeles, dove sembra che sia tutto possibile. Io però ho lavorato nel mio piccolo restando a casa. Ho troppo rispetto per chi ha fatto anni di studio e teatro.
D: Viene da una famiglia di atleti e anche lei è stata campionessa di salto ad ostacoli: Come mai non ha proseguito?
R: Perché a 15 anni, quando finalmente ho convinto i miei a lasciarmi andare a Bucarest per allenarmi ad alti livelli, una persona mi ha fermato per strada, proponendomi di fare la modella e dopo il primo lavoro pagato, ho sentito il bisogno di lavorare per aiutare i miei genitori e la mia famiglia.
D: I suoi come l’anno vissuta?
R: Mio padre ha accettato con il tempo la cosa, ma all'inizio era molto dispiaciuto. Per lui quelle che lavoravano nel mondo nella moda erano pari alle ballerine: una categoria sportiva che per lui non esisteva neanche.

D: Come protegge la sua vita privata?
R: Sono molto riservata e sul web di me per fortuna si trova poco o nulla, perché non ho mai dichiarato niente. Preferisco tenermi in disparte. Anche il mio fidanzato la pensa così e non vuole neanche farsi selfie con me. Dice di venire male in foto, ma so che è per timidezza.
D: Lei è amica di Gianluca Vacchi, il re social dell’estate 2016, come vi conoscete?
R: Mi fa ridere che quest’anno mi chiedono tutti di Gianluca. Siamo amici da una decina di anni e la sua compagna è una mia cara amica. Li vedo sempre, ma neanche io capisco come sia diventato un fenomeno social e da quello che mi ha detto lui in Sardegna quest’estate, nemmeno lui lo sa bene. Credo stia un po’ spingendo il suo personaggio per divertimento, ma non so dove voglia arrivare.

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