2 Settembre Set 2016 1426 02 settembre 2016

Salvate le sirene del Giappone

Si chiamano donne Ama e sono in pericolo di estinzione. Tutta colpa della modernità che sta rendendo il loro lavoro inutile. Ecco chi sono le ultime apneiste del Sol Levante.

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donne Ama

Kimiyo Hayashi ha passato tutta la vita a immergersi nelle gelide acque del Mar del Giappone. A sostenerla i suoi polmoni d'acciaio e la forza di volontà che la spingeva a raggiungere i fondali per raccogliere ostriche e altre prelibatezze oceaniche. Una visione d'altri tempi. Ma che nel Paese del Sol Levante sembra resistere (a fatica) ancora oggi nella sola regione di Ise-Shima nella Prefettura di Mie. Qui, infatti, altre donne come Kimiyo proseguono questa antica tradizione marinaresca. Ama, le chiamano gli abitanti del posto. Mogli e madri che si immergono nell'oscurità degli abissi senza l'ausilio delle più moderne tecnologie. Proprio come, secondo la leggenda che circonda queste donne, accadeva quasi 3 mila anni fa.

ANTICO RITUALE
Oggi Kimiyo, considerata tra le ultime apneiste del Giappone, ha 61 anni. Di questi oltre 45 li ha vissuti tra le onde del mare. Del resto il suo destino era già segnato da tempo. Sia la nonna che la madre erano infatti donne Ama e quando Kimiyo compì 16 anni la iniziarono a questo antico rituale. E nonostante da allora siano passati davvero tanti anni il rituale che la accompagna è sempre lo stesso. Una volta sulla barca l'ultima di queste coraggiose apneiste indossa il suo abito bianco tradizionale. Qui, con una maschera primitiva si immerge a oltre dieci metri di profondità per poi riemergere con il suo bottino di conchiglie, crostacei e alghe.

TRUCCHI DEL MESTIERE
«Non ci basiamo sulla capacità di trattenere il respiro, ma sulla rapidità con cui riusciamo a trovare ciò che il mare ha da offrirci», ha spiegato Kimiyo. E lei era una delle migliori. Capace, in gioventù, di immergersi per due minuti e tornare a riva con un secchio stracolmo di ricci di mare, lumache, aragoste e polpi. Ora, vista anche l'età, le forze sono venute meno. Non l'intraprendenza però, dato che Kimiyo continua a essere una donna Ama immergendosi nelle profondità marine per trovare ostriche e perle.

MESTIERE A RISCHIO
Ma dopo oltre 3 mila anni di attività le Ama potrebbero cessare definitivamente la loro attività. Colpa della tecnologia che rende ormai obsoleto il loro certosino e pericoloso lavoro. Colpa anche dei giovani che non sembrano essere più attratti da un mestiere poco remunerativo rispetto ai sacrifici a cui si devono quotidianamente sottoporre. «Abbiamo bisogno di più donne che vogliano diventare Ama. Altrimenti la nostra millenaria tradizione morirà insieme a me e a poche altre. Questo mi rende molto triste», ha spiegato Kimiyo.

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