2 Settembre Set 2016 1745 02 settembre 2016

La ragazza che disseta l'Africa

Kiara Nirghin, 16 anni, ha vinto il premio internazionale 'Community Impact' presentando un progetto economico ed efficace «a base» di buccia d'arancia e olio di avocado.

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Kiara Nirghin

«Niente più raccolti inariditi» (No More Thirsty Crops è il nome originale). È il progetto grazie al quale Kiara Nirghin, sudafricana di 16 anni, ha vinto il Community Impact, uno dei riconoscimenti messi in palio dal Google Science Fair (competizione scientifica aperta a ragazzi dai 13 ai 18 anni provenienti da ogni parte del mondo e che premia i progetti più innovativi).

«LA MIA CURIOSITÀ HA RINFORZATO LA PASSIONE PER LA SCIENZA»
La giovane scienziata, circondata dalla siccità africana, si era sempre chiesta quale potesse essere la soluzione a questo problema che attanaglia il suo Paese. Così, dopo essersi resa conto che gran parte dei prodotti assorbenti contiene polisaccaridi, composti chimici presenti naturalmente nelle piante e in grande quantità nella buccia delle arance, ha deciso di creare un polimero, una grande molecola alla quale possono essere legate ramificazioni. Mescolando la buccia delle arance e l'olio di avocado ha ottenuto un composto naturale ed economico capace di trattenere l'acqua e garantire alle piante il giusto sostentamento nei periodi di maggiore siccità.

GIOVANE MA CON LE IDEE CHIARE
«Kiara ha trovato un modo perfetto per trasformare la buccia d'arancia in riserva di acqua», commenta entusiasta Andrea Cohan, uno degli organizzatori di Google Scienze Fair. Mentre la giovane scopritrice, in attesa della finale di questo settembre, ha dichiarato al sito News Africa di avere la passione per le scoperte nel sangue. E, riguardo al suo futuro sembra avere le idee chiare: «Vorrei lavorare per migliorare il mondo».

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