30 Agosto Ago 2016 1827 30 agosto 2016

La riscoperta di Goliarda

20 anni fa moriva la scrittrice Sapienza, che non vide mai pubblicato il suo romanzo più famoso. La vita di una donna che trovò nella letteratura la sua 'arte della gioia'.

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sapienza

Il 30 agosto del 1996, esattamente 20 anni fa, nella sua casa di Gaeta moriva Goliarda Sapienza, attrice di teatro e cinema, non ancora nota al grande pubblico come scrittrice: il suo L'arte della gioia, scritto tra il 1969 e il 1978, verrà infatti pubblicato postumo solo nel 1998, dopo una serie lunghissima di rifiuti. Una vita fatta anche di dolore, la sua, che cercò di alleviare con la scrittura. Ripercorriamola insieme.

DALLA SICILIA ALLA CAPITALE
Goliarda nasce il 10 maggio del 1924 a Catania, figlia dell'avvocato Giuseppe Sapienza e della sindacalista Maria Giudice: per volere dei genitori, cresce in un clima di assoluta libertà da vincoli sociali, al punto che, per evitare che sia soggetta a imposizioni e influenze fasciste, non viene nemmeno mandata a scuola. Nel 1941 si trasferisce insieme ai genitori a Roma, dove frequenta l'Accademia di Arte Drammatica. Inizia così a dedicarsi al teatro, distinguendosi soprattutto in ruoli di protagoniste pirandelliane. Dal palcoscenico al grande schermo, lavora saltuariamente anche nel cinema, come figurante. Nessun ruolo di rilievo, ma nel cinema trova l'amore, legandosi con il regista Citto Maselli, per il quale lavora alla stesura di soggetti e sceneggiature.

LA SCRITTURA COME UNA CURA
È proprio il mondo della scrittura ad attirarla in modo particolare, al punto che a un certo punto Goliarda si distacca da cinema e teatro per dedicarsi alla letteratura, poesia compresa. Per lei è una vera e propria cura, dopo una grave depressione dovuta alla morte della madre, che l'ha portata a ricoveri, tentativi di suicidio ed elettroshock. Dopo la pubblicazione dei suoi primi due lavori autobiografici, Lettera aperta nel 1967 e Il filo di mezzogiorno nel 1969, inizia a scrivere quello che diventerà il suo romanzo più famoso, L'arte della gioia. Che, pur terminato nel 1978, non troverà un editore. Nel 1980, per un furto a casa di amiche, finisce in carcere, a Rebibbia: pur reclusa, non abbandona la letteratura, scrivendo e pubblicando altri due romanzi autobiografici, L'università di Rebibbia Le certezze del dubbio, uscito nel 1987. Da questo momento in poi, tutto ciò che Goliarda scrive, tra romanzi, taccuini, piéce teatrali e poesie, non riesce ad arrivare alla pubblicazione.

UN RICONOSCIMENTO TARDIVO
Goliarda muore nel 1996, 72enne. Nel giro di un paio di anni avviene la sua riscoperta, 'guidata' dalla pubblicazione, da parte di Stampa Alternativa, de L'arte della gioia. Un romanzo, la cui stesura è durata quasi un decennio, con un personaggio femminile forte che si districa tra le peripezie di un drammatico Novecento. Tradotto oggi in 15 lingue, è un caso editoriale in Germania e Francia prima che in Italia, dove solo nel 2008 esce una edizione integrale, per Einaudi. Le capacità di autrice di Goliarda Sapienze vengono così conosciute e riconosciute. E nel giro di pochi anni escono Destino coatto, Io, Jean GabinIl vizio di parlare a me stessa, la raccolta di poesie AncestraleLa mia parte di gioiaElogio del barTre Pièces, Appuntamento a Positano e Cronistoria.

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