29 Agosto Ago 2016 1558 29 agosto 2016

A Israele non piace il do di petto

Bikini sotto alla camicia sbottonata: l'outfit della cantante Hanna Goor non è piaciuto agli organizzatori dell'evento a cui stava partecipando. Da qui la decisione di far finire anzitempo la sua esibizione.

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goor bikini

Hanna Goor in versione 'castigata'.

Photography: Ofir Kapon 0505505559

Se la Francia mette al bando il burkini in spiaggia, Israele mette in chiaro che gli artisti che si esibiscono in eventi sponsorizzati dal governo devono vestirsi in modo pudico. O, almeno, più pudico di come farebbero se fossero loro scegliere l'abbigliamento. E la cosa ha causato qualche polemica.

CON LA CAMICIA APERTA
Ad alzare il polverone è stata la cantante Hanna Goor, che si stava esibendo al festival musicale Hagaugust, sulla spiaggia di Ashdod. Come ha raccontato al giornale Haaretz, a un certo punto della sua performance gli organizzatori dell'evento le hanno chiesto di abbottonarsi la camicia, che stava portando aperta sopra alla parte superiore del bikini. Al suo rifiuto, l'hanno costretta ad abbandonare il palco e, alla sua richiesta di spiegazioni, le hanno spiegato che non era vestita nel modo adeguato.

STOP DOPO TRE BRANI
Hanna ha dichiarato di non poter accettare un doppio standard per uomini e donne. In più, visto che stava partecipando a un evento in spiaggia, ha aggiunto che per lei il bikini era un abbigliamento del tutto consono: «Non era una provocazione, ma semplicemente una questione di comodità. È estate, fa caldo ed eravamo in spiaggia». E invece la sua esibizione, che sarebbe dovuta durare trenta minuti, è stata interrotta dopo appena tre canzoni.

Hanna Goor insieme alla sua band.

LE DIMENSIONI CONTANO?
Sulla vicenda ha fatto chiarezza il Ministero della Cultura, che patrocinava l'evento: «Eventi finanziati da soldi pubblici devono rispettare la collettività del pubblico. Da ora in poi queste istruzioni saranno valide per tutti gli show del genere», ha detto il portavoce del ministro. Si chiude così un episodio che Hanna Goor ha definito «deprimente, primitivo, offensivo e triste». Nonché un insulto alla libertà di espressione: «Forse se avessi avuto un seno più piccolo, tutto questo non sarebbe successo», ha concluso con amarezza.

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