12 Agosto Ago 2016 1147 12 agosto 2016

Caso Scazzi, Sabrina Misseri presto libera

Il 15 ottobre scadono i termini della custodia cautelare ma a causa del ritardo nella scrittura della sentenza dʼAppello la ragazza potrebbe attendere a piede libero lʼultimo atto in Cassazione.

  • ...
Sabrina-Misseri

Nonostante fosse stata condannata all'ergastolo in primo e secondo grado per l'omicidio della cugina Sarah Scazzi, ora Sabrina Misseri potrebbe presto tornare in libertà. Il 15 ottobre 2016, infatti, scade il termine massimo di custodia cautelare che, al netto di proroghe e sospensioni, non può durare più di sei anni. E così, a causa del ritardo nella scrittura della sentenza d'Appello la ragazza potrebbe lasciare il carcere di Taranto attendendo a piede libero lʼultimo atto in Cassazione.
E se non si sa ancora quando le motivazioni saranno depositate, sembra quasi certa l'impossibilità tecnica di far svolgere l'udienza in Cassazione prima del 15 ottobre 2016. Discorso diverso per Cosima Serrano, madre di Sabrina e anche lei condannata in Appello all'ergastolo. Per la donna, infatti, i termini della custodia cautelare scadono il 26 maggio del 2017, a sei anni esatti dal suo arresto avvenuto il 26 maggio del 2011.

LA SCOMPARSA
Era il 26 agosto 2010 quando ad Avetrana venne denunciata la scomparsa della quindicenne Sarah Scazzi. La ragazza era uscita di casa intorno alle 14.30 per raggiungere l'abitazione della cugina Sabrina, distante poche centinaia di metri. Le due sarebbero dovute andare insieme da un'amica che si trovava al mare. Però da quando Sarah era uscita dalla porta della sua abitazione di lei si persero le tracce. Inizialmente le indagini dei Carabinieri si orientarono verso una fuga della ragazza con l'ipotesi di un possibile sequestro.
Tuttavia, man mano che le ricerche della ragazza proseguivano, gli inquirenti iniziarono a indagare anche sulla famiglia della giovane di Avetrana. Sotto i riflettori finirono così Michele Misseri, la moglie Cosima e la figlia Sabrina.

IL RITROVAMENTO
Il 29 settembre, dopo oltre un mese di ricerche infruttuose, venne ritrovato il cellulare di Sarah. A recuperare quell'oggetto fu lo stesso Michele Misseri che in quella occasione dichiarò di essere in grado di trovare la nipote. Affermazione che portò gli inquirenti a sospettare dello zio di Sarah. Ecco che il 6 ottobre, a una settimana esatta dal ritrovamento del dispositivo che apparteneva alla ragazza, Michele Misseri, alla fine di un lungo interrogatorio di circa nove ore, confessò l'omicidio della nipote.

LE BUGIE
Nei giorni successivi Misseri ritratto la confessione. Iniziano da qui la serie di bugie che rallentarono pericolosamente le indagini. Il 15 ottobre zio Michele, come ormai era conosciuto dai media, puntò il dito contro la figlia Sabrina. Secondo l'uomo la piccola Sarah era morta durante un gioco finito in un tragico litigio. Dopo l'arresto di Sabrina Misseri il 16 ottobre, il 21 il GIP di Taranto decise la convalida del fermo. A questo punto si aprì uno scenario intricato fatto di gelosie, tradimenti e sesso.
Dopo le ennesime ritrattazioni da parte dello zio della vittima gli inquirenti si concentrarono unicamente sulla figlia Sabrina e la madre Cosima (lei verrà arrestata il 26 maggio 2011) accusandole di omicidio. Così, dopo quasi due anni di indagini, il 10 gennaio 2012 venne aperto il processo davanti alla Corte d'assise di Taranto che portò alla sentenza dell'ergastolo in primo grado di giudizio, poi confermata in secondo grado. Ora le lunghezze burocratiche del sistema giudiziario potrebbero permettere a Sabrina Misseri di tornare in libertà in attesa del processo di Cassazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso