11 Agosto Ago 2016 1406 11 agosto 2016

Sessismo a cinque cerchi

Dal «trio delle cicciottelle» sino al canonico «moglie di», passando per i costanti paragoni con gli uomini. Le Olimpiadi di Rio raccontano una storia ben diversa da quella di una competizione che dovrebbe essere all'insegna dell'uguaglianza.

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Golf - Olympics: Day 6

Una festa dello sport. Quando si parla di Olimpiadi è proprio questa la prima immagine che viene in mente. Eppure i Giochi di Rio 2016 stanno riservando uno spettacolo indegno per la sacralità che rappresenta l'evento. Almeno dal lato umano. Atleti che litigano tra di loro, tentativi di stupro ai danni di giovani inservienti hanno fatto da contraltare a titoli sessisti sui giornali e commenti razzisti da parte dei cronisti. Ben lontano dall'idea di sport pulito che dovrebbe essere sempre associata a una competizione mondiale come questa.

CONTRO SIMONE
Tra le prime a essere punzecchiata compare il nome della ginnasta Usa Simone Biles. Quando la pluricampionessa del mondo si è sganciata dalle parallele asimmetriche al termine dell'esercizio il cronista della NBC Jim Watson ha commentato: «Credo che riesca ad arrivare perfino più in alto di alcuni degli uomini». E non è la prima volta che i giornalisti della televisione statunitense usano paragoni maschili per raccontare le prestazioni delle atlete presenti ai Giochi di Rio de Janeiro.

MOGLIE DI
Non è stato decisamente più gentile il Chicago Tribune che ha etichettato la medaglia di bronzo Corey Cogdell semplicemente come la «moglie di un prima linea dei Bears». In poche righe la campionessa statunitense è stata declassata a consorte di un uomo considerato più importante di lei anche se non partecipa nemmeno alle Olimpiadi.

CICCIOTTELLE CON L'ARCO
Come non citare l'esempio tutto italico della squadra femminile di tiro con l'arco declassato dal Resto del Carlino a «trio delle cicciottelle». Un titolo senza giustificazioni che è costato a Giuseppe Tassi, direttore del giornale, una sospensione dalla sua mansione.

MERITO DEL MARITO
Dopo che l'atleta ungherese Katinka Hosszu ha battuto il record nei 400 metri misti individuale il cronista NBC Dan Hicks si è subito lanciato in una lode nei confronti del marito dell'atleta nonché suo allenatore. Ecco che secondo il giornalista il merito dell'impresa di Katinka sarebbe tutto da attribuirsi a Shane Tusup, «l’uomo responsabile della performance dell'atleta ungherese». Quando è stato accusato di sessismo, Hicks ha provato a giustificarsi sostenendo che fosse «impossibile riferire con la dovuta accuratezza la vicenda di Katinka senza dare il giusto credito a Shane».

AL CENTRO COMMERCIALE
Sicuramente si stava confrontando per capire come gestire una gara che stavano dominando in lungo e in largo, eppure secondo Jim Watson, cronista NBC, le ginnaste della squadra americana sembravano essere «al centro commerciale». Un chiacchiericcio che ha davvero infastidito il giornalista Usa che non ha perso tempo a rimproverare le atlete a stelle e strisce.

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