9 Agosto Ago 2016 1804 09 agosto 2016

Un digiuno lungo 16 anni

Uno sciopero della fame iniziato il 2 novembre 2000 e terminato il 9 agosto, quello Irom Sharmila, attivista per i diritti umani soprannominata la «donna di ferro di Manipur».

  • ...
Irom-Sharmila

Si chiama Irom Sharmila ma è soprannominata la «donna di ferro di Manipur». È un'attivista per i diritti umani indiana, ha 44 anni e dopo 16 anni di digiuno ha deciso di tornare a nutrirsi. Aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete dopo aver assistito all'uccisione, da parte dell'esercito, di 10 civili alla fermata del bus: da quel momento aveva deciso di impegnarsi nella lotta ai poteri accordati alle forze di sicurezza nel suo Paese, il Manipur, nell'India nordorientale. Una legge speciale, infatti, dal 1980, dà alle forze armate il diritto di entrare nelle proprietà private e sparare a vista: una norma che concede quindi poteri quasi illimitati all'esercito ma che è sempre stata giustificata dall'esercito come necessaria per combattere i diversi gruppi ribelli che chiedono più autonomia e maggiori diritti alle comunità tribali.

16 ANNI SENZA NUTRIRSI
Incolpata per tentativo di suicidio, punito dalla legge in quei territori, la donna è stata da allora confinata in una stanza d'ospedale nella capitale Imphal e nutrita forzatamente per via nasale più volte al giorno. Un digiuno, il suo, iniziato il 2 novembre del 2000 e terminato il 9 agosto 2016: per riavere la sua libertà, oltre a pagare una cauzione di 150 dollari, Sharmila si è impegnata per iscritto davanti al Tribunale, garantendo di mettere fine al suo lunghissimo sciopero.

«PROVERÒ A BATTERMI ENTRANDO IN POLITICA»
All'uscita dall'ospedale, con un tubo ancora infilato nel naso, la donna è apparsa debole ed emozionata: «Ho digiunato per circa 16 anni pensando di poter cambiare il sistema, ma ho capito che così non otterrò ciò che ho sempre sperato. Ho deciso di mettere fine allo sciopero, di entrare in politica e di battermi per la giustizia», ha affermato la donna, che ha deciso di presentarsi alle elezioni locali come candidata indipendente. Subito dopo, davanti ai medici e alle telecamere, ha iniziato ad alimentarsi per via orale, mangiando, quasi in lacrime, un po' di miele.

PRIGIONIERA D'OPINIONE
Sharmila era stata liberata anche nel 2014, ma arrestata nuovamente dopo solo due giorni per aver nuovamente tentato di morire. L'anno prima Amnesty International aveva dichiarato la militante «prigioniera d'opinione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso