9 Agosto Ago 2016 1532 09 agosto 2016

Quando il sole sembrava stesse cadendo

Il 9 agosto 1945 Nagasaki veniva colpita dalla bomba atomica. Nel 2015 la scrittrice giapponese Kyoko Hayashi ha raccontato in un libro quella tragedia vista dagli occhi di donne comuni.

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Atomic bombings of Hiroshima and Nagasaki - 65th Anniversary

Da quel 9 agosto 1945 sono ormai passati 71 anni. Eppure a Nagasaki gli effetti della bomba atomica si fanno ancora sentire. Non tanto nei corpi quanto nell'anima di chi ha visto la devastazione di quel giorno. Erano le 11.02 quando il bombardiere Boeing B-29 Superfortress sganciò il suo carico di morte. Un attacco distruttivo che spezzò la vita di oltre 80 mila persone di cui 40 mila decedute allo scoppio della bomba e le restanti morte per le ferite riportate o l'esposizione alle radiazioni.

RACCONTO IN PRIMA PERSONA
«Nagasaki è piena di morti, è completamente distrutta, non c'è più nemmeno un gatto vivo. Ci troviamo davanti a una città completamente muta». A raccontarlo è Kyoko Hayashi, scrittrice giapponese di 86 anni. Quel 9 agosto si trovava a Nagasaki. Come ogni giorno si era recata al lavoro in una fabbrica di armi a Urakami insieme ad altre studentesse arruolate a forza per sostenere lo sforzo bellico del Giappone. Lei è sopravvissuta all'esplosione anche se il suo corpo ha dovuto combattere per tutta la vita con quelle radiazioni mortali che le si erano annidate all'interno.

UN LIBRO PER RICORDARE
Ed ecco che, dopo quella tragica esperienza, Kyoko ha capito di avere un compito da assolvere: dare testimonianza «del rapporto tra corpo umano e nucleare. Se questo ha un suo valore per me è sufficiente». Nasce da qui Nagasaki. Racconti dall'atomica (Gallucci, pp. 231, 15,30 euro). Ovvero il racconto in presa diretta, attraverso i personaggi femminili, di quello che accadde nella città giapponese. Ma la narrazione di Kyoko è anche il tentativo di ricordare quello che significa vivere da sopravvissuti al disastro.

LE STORIE
Kyoko Hayashi riporta i lettori, attraverso alcune figure femminili, a quella tragica giornata. I primi, vani, tentativi di soccorso, la disperazione delle mamme alla ricerca dei figli dispersi, il dolore per quella pelle che si staccava incomprensibilmente dal corpo. Il tutto attraverso lo sbigottimento causato da quella bomba. «Il sole sta cadendo!», urla, tra le pagine del libro, una donna di Nagasaki. «Non vedevo niente anche se avevo gli occhi spalancati. Un buio che ha profondità non fa paura perché si può guardare in esso e non dubitare della propria vista, ma quello era un buio piatto incollato ai miei occhi», spiega un'altra voce femminile ripresa nell'opera di Hayashi. «Vita e morte erano come i due lati opposti di un sottile foglio di carta in balia del caso», ricorda la stessa scrittrice.

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