8 Agosto Ago 2016 1213 08 agosto 2016

Un argento non basta

La judoka Odette Giuffrida si aggiudica il secondo posto alle Olimpiadi di Rio 2016, cedendo solo alla kosovara Majlinda Kelmendi. E, con un certo rammarico, pensa all'oro sfuggitole. Ma ha appena 21 anni, e tutto il tempo per rifarsi.

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«Provo una sensazione strana. Una parte di me è contenta per la medaglia d'argento, perché ho solo 21 anni e questa è stata la mia prima Olimpiade. Ma non posso dire di essere totalmente felice, perché volevo la medaglia d'oro». Parola di Odette Giuffrida, l'atleta italiana che il 7 agosto 2016 ha vinto la medaglia d'argento nel judo per la categoria 52 kg alle Olimpiadi di Rio 2016. Arrivata in finale dopo aver affrontato e sconfitto avversarie agguerrite e titolate, ha dovuto infine cedere alla kosovara Majlinda Kelmendi. Che, per il suo Paese, ha fatto la Storia: per il Kosovo, infatti, si tratta della prima medaglia olimpica in assoluto. E il fatto che quella medaglia sia del metallo più prezioso, non fa che accrescere l'importanza della sua vittoria. Peccato solo che, a farne le spese, sia stata proprio la nostra Odette.

INARRESTABILE (O QUASI)
Classe 1994, romana di Montesacro, Odette Giuffrida è uno dei volti più in vista nel panorama mondiale del judo. E non solo per l'argento di Rio: il secondo posto olimpico è solo l'ultimo di una scia di successi che risale al 2009, quando Giuffrida si aggiudicò il campionato italiano under 17. All'epoca aveva 15 anni, e nei mesi successivi dello stesso anno cominciò ad affermarsi anche sullo scenario internazionale. Crescendo, è passata dalla categoria 48 kg alla 52 kg, dove, negli ultimi mesi, ha mandato al tappeto avversarie del calibro di Mareen Kräh, Priscilla Gneto e Andreea Chițu (quest'ultima campionessa europea).

L'AVVELENATA
La scelta di praticare judo è arrivata piuttosto presto, all'età di sei anni, dopo aver capito che la ginnastica ritmica, la danza classica e il nuoto non facevano per lei. D'altronde, a sei anni è facile scegliere: fai quello che ti diverte di più. E con il judo Odette si è sempre divertita, tanto che a 10 anni era ormai una presenza fissa nella sua palestra: non solo si allenava con i bambini suoi coetanei, ma anche con gli adulti. Grazie alle sue energie inesauribili, Odette si è conquistata negli anni il soprannome di 'Veleno'. Che spesso, sul tatami, per le avversarie si rileva letale.

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