4 Agosto Ago 2016 1441 04 agosto 2016

Giochi da donne

Rio 2016 è un altro passo verso la parità di genere nello sport. Edizione da record per l'Italia, che ha portato in Brasile ben 142 atlete. E pensare che, all'inizio, le femmine non potevano partecipare.

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pellegrini fuori

Federica Pellegrini.


Il torneo di calcio femminile di Rio 2016 è già iniziato: un segno, forse, del fatto che si sta per alzare ufficialmente il sipario sui Giochi Olimpici più rosa di sempre. Quella di Londra era stata un'edizione in cui si era verificata una spinta importante verso l'uguaglianza di genere e un passo successivo è destinato a compiersi in Brasile, dove ad esempio l'Italia arriva con 142 donne su 297 atleti, la più numerosa rappresentanza femminile di sempre, sia a livello di numero assoluto, sia percentuale. E con Federica Pellegrini portabandiera. Il record di donne in gara spetta invece agli Stati Uniti, con ben 292 atlete.


ESCLUSE NELL'ANTICA GRECIA
Il cammino verso la parità di genere alle Olimpiadi è stato davvero lungo: basti pensare che, nell'antica Grecia, dove nella maggior parte delle poleis le donne vivevano relegate tra le mura domestiche, le competizioni sportive erano riservate agli uomini. Solo le bambine e le ragazze non sposate potevano assistere alle gare, se accompagnate dal padre. Facevano eccezione le gare ippiche, perché anche se l'auriga doveva essere un uomo, era il finanziatore del carro ad essere considerato l'effettivo partecipante alla competizione e poteva essere anche di sesso femminile. Fu in questo modo che Cinisca, figlia del re spartano Archidamo, diventò nel 396 a.C. la prima donna a conquistare una medaglia d'oro alle Olimpiadi.

Charlotte Cooper.

DE COUBERTIN NON LE VOLEVA
Quando nel 1896 si svolsero ad Atene le prime Olimpiadi dell'era moderna, le donne ancora una volta furono escluse, perché per Pierre de Coubertin la partecipazione femminile sarebbe stata «poco pratica, poco interessante e antiestetica». La svolta risale all'edizione parigina del 1900, quando per la prima volta gareggiarono 22 atlete, distribuite tra tennis, vela, croquet, equitazione e golf. Una cifra irrisoria su 997 partecipanti, ma un importantissimo primo passo. In Francia la contessa e velista Hélène de Pourtales conquistò il primo oro femminile ai Giochi moderni, anche se come parte di una squadra mista. Per questo, il primo vero oro è considerato quello della tennista Charlotte Cooper.

Valentina Vezzali.

IMPRESE INDIMENTICABILI
Sono state tante le donne che hanno fatto la storia delle Olimpiadi: il record imbattuto di medaglie femminili appartiene alla ginnasta ucraina Larisa Latynina, che tra il 1956 e il 1964 vinse nove ori, cinque argenti e quattro bronzi con l'Unione Sovietica. Ma è impossibile non ricordare Nadia Comaneci e il punteggio di 10 ottenuto nel 1976 alle parallele asimmetriche, Dawn Lorraine Fraser, quattro ori e prima nuotatrice a scendere sotto il minuto nel 100 m, oppure Wilma Rudolph, campionessa a Roma 1960 dopo aver sconfitto la poliomelite. E, tra le italiane, Sara Simeoni oro nel salto in alto a Mosca nel 1980 e Valentina Vezzali, prima fiorettista mondo a vincere tre medaglie d’oro olimpiche individuali in tre edizioni consecutive.

PICCOLE INEVITABILI DIFFERENZE
Nel 1991 il Cio (il Comitato olimpico internazionale) ha stabilito che tutti i nuovi sport inseriti nel programma avrebbero dovuto prevedere la partecipazione sia degli uomini sia delle donne. Londra 2012 è stata l'edizione in cui per la prima volta le donne hanno gareggiato in ogni disciplina olimpica, e in cui ogni Paese partecipante, Arabia Saudita compresa, ha schierato almeno un'atleta. Rimane però ancora qualche discriminazione di genere: nella lotta, le donne posso partecipare solo a quella libera, mentre la boxe ha soltanto tre classi di peso per le atlete contro le dieci maschili. Al contrario, però, c'è da riconoscere che agli uomini è stata ancora preclusa la partecipazione nel nuoto sincronizzato e nella ginnastica ritmica

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