1 Agosto Ago 2016 1445 01 agosto 2016

Questo concerto non s'ha da fare

Etichettate come «quattro lesbiche» che avrebbero «offeso la morale cattolica», la band al femminile Le Rivoltelle si è vista annullare una data a causa della loro presunta omosessualità. Ecco la loro storia.

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le rivoltelle

È sicuramente all'insegna dell'omofobia l'estate 2016 del panorama musicale italiano. Così, dopo l'attacco di Guè Pequeno a un fan, a essere etichettate come «quattro lesbiche» sono state le componenti della band calabrese tutta al femminile Le Rivoltelle. Il gruppo, diventato simbolo (artistico) della lotta all’anoressia e dell’impegno contro le mafie grazie alle loro canzoni, avrebbe dovuto suonare in una festa di paese in una frazione di Rossano. Poi qualcosa è andato storto. Tutta colpa della loro presunta omosessualita che, secondo uno degli organizzatori, avrebbe «offeso la morale cattolica».

TUTTO SALTATO
Nonostante mancasse solo la firma sul contratto, il concerto è stato annullato. «Erano stati gli organizzatori della serata a chiamarci, erano tutti molto contenti», ha raccontato Elena, la cantante delle Rivoltelle, a Zoom Sud. Poi l'intervento da parte di una degli organizzatori che ha indicato come «lesbiche dichiarate» i membri del gruppo ha fatto saltare tutto. «A prescindere da tutto il chiacchiericcio che sento continuamente dietro di me, mi chiedo come sia possibile ancora giudicare un uomo o una donna in base a una preferenza sessuale», ha aggiunto la cantante.

RABBIA SOCIAL
Non appena la storia è stata diffusa sui social in molti si sono dichiarati solidali con la band. «Noi ci spacchiamo la schiena per mettere in piedi uno spettacolo bello e apprezzato da tutti e poi ci vediamo togliere la possibilità di farlo per un motivo come questo. Il problema è che c’è chi si fa condizionare. Il comitato non si è opposto alla decisione di una singola persona, che probabilmente avrebbe fatto la guerra pur di non farci suonare», ha proseguito Elena. Non è la prima volta che Le Rivoltelle perdono una data per la loro presunta omosessualità. Eppure l'ultimo veto è stato quello che ha fatto perdere alle quattro componenti del gruppo la pazienza. «Nessuno deve per forza essere informato sulle tendenze sessuali dei componenti di una band, né tantomeno deve essere un discrimine. Prima stavamo in silenzio per non alimentare le polemiche. Ora basta, non ce la facciamo più», ha concluso.

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