1 Agosto Ago 2016 1417 01 agosto 2016

Laura nel mirino

Insulti sessisti e minacce. Da quando Boldrini è stata eletta Presidente della Camera è stata bersaglio di espressioni violente e attacchi ingiustificati. Il suo nemico 'giurato' è Matteo Salvini, ma anche Beppe Grillo non scherza.

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Matteo Salvini l'ha paragonata a una bambola gonfiabile. Ma questo è solo l'ultimo dei tanti insulti (sessisti e non) rivolti a Laura Boldrini da quando, nel 2013, è stata eletta Presidente della Camera. Una politica che andrebbe addirittura «eliminata fisicamente», secondo Monica Bars, capogruppo leghista in consiglio comunale a Musile di Piave, in provincia di Venezia.

Laura Boldrini non è finita solo nel mirino del Carroccio, ma anche dei grillini e, in generale, delle testate legate cantrodestra. Questo dai giorni immediatamente successivi all'elezione alla guida di Montecitorio: nel 2013 la Presidente della Camera si è schierata con la Rai a favore della scelta di non trasmettere in tivù Miss Italia e la Boldrini «maestrina» è stata attaccata da Il Giornale, che ha scritto «Lasci in pace le donne che si spogliano», e da Libero, che dopo averla definita «faziosa» ha aggiunto: «Stendete un velo sulla presidente, prima che lei lo imponga a noi». La stessa testata, ancora nel 2013, l'ha definita «presidente impresentabile» e Alessandro Sallusti, accusandola di non aver difeso le deputate del Pdl, ospite da In Onda a un certo punto ha sbottato: «Da domani Boldrini non ci rompa più i coglioni».

Laura Boldrini è stata scelta come bersaglio anche dal Movimento 5 Stelle, che spesso ha usato toni durissimi, ma soprattutto ingiustificati e sessisti: nel 2014 Beppe Grillo ha diffuso un video girato da un attivista in un'auto, con accanto la sagoma della Presidente della Camera, accompagnato dal commento: «Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?». Sempre Grillo ha parlato così della terza carica dello Stato: «La Boldrini, 'nominatà alla Camera per grazia di Vendola, ha un piccolo problema. Non legge le mie dichiarazioni o, cosa più grave, non è in grado di capirle». L'allora capo della comunicazione del M5s, Claudio Messora, non ha trovato niente di meglio da scrivere che: «Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio!». Nel 2015, un battibecco tra il grillino Diego De Lorenzis e Laura Boldrini è culminato con l'insulto vecchio stile «cornuta»., mentre il deputato Manlio De Stefano si è sfogato così su Facebook: «È uno zombie, una donna senza dignità che parla a un tg senza giornalisti non merita considerazione».

«Non capisci un cazzo, vattene incapace». Così nell'ottobre del 2015 il deputato leghista Gianluca Pini si è rivolto a Laura Boldrini, dandole tra l'altro della «capra». Certo è che il principale oppositore della Presidente della Camera. Tra le espressioni infelici a lei rivolte ci sono: «È una poverina, mi fa pena e tenerezza», « È la peggior presidente della Camera di tutta la storia, razzista nei confronti degli italiani» e «È il nulla fatto donna». In fin dei conti, però, niente in confronto agli insulti e alle minacce che Boldrini riceve costantemente da 'normali' cittadini, come ha raccontato a Repubblica già nel 2013: «Quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l'aggressione sessista: che sia apparentemente innocua, semplice gossip, o violenta, assume sempre la forma di minaccia sessuale, usa un lessico che parla di umiliazioni e di sottomissioni». Tra gli esempi riportati, espressioni come «Gli immigrati mettiteli nel letto, troia», «Ti devono linciare, puttana» e «Ti ammanetto di chiudo in una stanza buia e ti uso come orinatoio, morirai affogata».

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