29 Luglio Lug 2016 1824 29 luglio 2016

«Odiava le mezze misure»

O un tacco 12 o un paio di ballerine: Marta Marzotto la moda la indossava, ma soprattutto la dettava. Il suo rapporto con lo stile raccontato dalla coautrice della sua biografia Smeraldi a colazione.

  • ...
E' morta Marta Marzotto

Se si parla di Marta Marzotto non si può non pensare al mondo della moda, a quell’immaginario salottiero di abiti sontuosi ed eccessi di stile. Ma le esagerazioni della musa di Renato Guttuso erano paradossalmente equilibrate e accompagnate da un gusto eccessivo che riusciva a far piacere anche i barocchismi più estremi. Ora che è scomparsa, il 29 luglio 2016 all’età di 85 anni, il suo immaginario rimane vivo nella mente di tutti e il suo capo feticcio, il caftano, continua a essere il simbolo di un’allure novecentesca che forse non tornerà più.

Marta Marzotto con uno dei suoi look orientaleggianti.

Vittorio Zunino Celotto - 2008 Getty Images

IL SUO RAPPORTO CON LA MODA
Eccentrica ed eccessiva, la moda la indossava, ma soprattutto «la dettava e aveva un rapporto di superiorità nei sui confronti», come ha raccontato a LetteraDonna Laura Laurenzi, giornalista di Repubblica, nonché coautrice della biografia di Marta Marzotto Smeraldi a colazione (Cairo editore). «Il suo rapporto con la moda era assolutamente creativo e dettato dalla sua forte personalità e da un fisico prepotente. In fondo qualunque abito di qualsivoglia stilista indossasse, diventava un Marta Marzotto». Il suo fisico le ha anche permesso di diventare un’indossatrice, quando verso la fine degli Anni ‘40 da umile mondina si è avvicinata al mondo dei vestiti, sfilando soprattutto a Milano per la sartoria delle sorelle Aguzzi e per Gigliola Curiel, all’epoca la stilista più amata dalla borghesia italiana.

Marta Marzotto con lo stilista Roberto Cavalli.

Vittorio Zunino Celotto - 2013 Getty Images

STILISTA POPOLARE
Non tutti sanno però, che la Marzotto è stata anche una stilista e ha riversato la sua creatività in abiti «destinati a un mercato popolare, ai grandi magazzini come ad esempio la Standa». Dimenticatevi quindi esclusive boutique frequentate dalle ricche signore, perché lei in fondo ha sempre voluto tenere vivo questo suo rapporto con la gente comune, di cui un tempo anche lei ha fatto parte. Era una donna che non aveva mezze misure e che trasferiva questi suoi eccessi anche nelle sue creazioni o nei consigli che dava quando veniva interpellata. «Diceva sempre: 'Non ci sono le vie di mezzo, o si indossa un tacco 12 oppure delle ballerine', così come per il trucco: «'O si va via acqua e sapone o ci si affida a un truccatore professionista'», ricorda Laurenzi.

Marta Marzotto con lo stilista Ermanno Scervino.

Ernesto Ruscio - 2013 Getty Images

LOOK INIMITABILI
«Negli ultimi anni si era identificata in questo stile orientaleggiante, che era invidiato da molte». La Marzotto però era inimitabile «tanto che chi ha provato a copiarla si è sempre resa ridicola». Il vero segreto di uno stile così evidente e riconoscibile era infatti soprattutto il carattere, qualcosa dunque che non si può acquistare perché «la classe non è collegata al mestiere dei propri genitori» e la sua storia ce lo insegna, visto che lei «raccontava sempre che quando era bambina non aveva neanche i soldi per comprarsi un paio di scarpe. La sua era davvero la favola di Cenerentola». Anche le sue conoscenze e i suoi amanti, l’artista Renato Guttuso su tutti, hanno contribuito sicuramente a definire la sua personalità, «tale da potersi permettere di uscire in maniera stramba, magari con un colbacco in testa, dando un’unghiata di stile con i suoi caftani». Già perché sono proprio quelli che hanno contraddistinto il suo glamour negli ultimi anni, sormontati sempre da voluminosi ed eccentrici gioielli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso