28 Luglio Lug 2016 1256 28 luglio 2016

La mamma del Pulse alla corte di Hillary

Durante la convention democratica di Filadelfia è intervenuta anche Christine Leinonen, madre di una delle vittime della strage di Orlando. «Dove erano le leggi di buon senso quando mio figlio è morto?».

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Christine Leinonen

«Ci vogliono cinque minuti perché le campane di una chiesa suonino 49 volte. Lo so perché il mese scorso mio figlio Christopher, il suo ragazzo e altre 47 persone sono state assassinate in un locale di Orlando». Durante la convention democratica di Filadelfia ha parlato così, commuovendo tutti i presenti, Christine Leinonen, madre di una delle vittime della strage avvenuta al Pulse la notte tra l'11 e il 12 giugno.


30 PROIETTILI IN UN MINUTO
Christopher aveva 32 anni e, ha aggiunto la madre, «nel suo Dna c'era scritto che l'amore vince sempre sull'odio (slogan anti-Trump, ndr): i suoi nonni paterni si sono innamorati in una prigione giapponese». Sostenuta da due ragazzi sopravvissuti all'attentato, la donna, che ha perso il suo unico figlio, ha continuato il suo intervento chiedendo un maggiore controllo delle armi nel Paese. «Il fucile che l'ha ucciso spara 30 proiettili in un minuto. Un minuto per 30 pallottole, cinque minuti per pronunciare 49 nomi».

L'IMPORTANZA DELLA LEGGE
La donna ha cercato quindi di puntare l'attenzione sulla legge americana, che consente la libera vendita delle armi con tutti i rischi che ne conseguono. «Quando Christopher è nato io ero in servizio di polizia e appena si sono rotte le acque la mia pistola è stata messa in una cassaforte. Sapevo che era giusto», ha continuato la Leinonen. E ha aggiunto: «Sono contenta che quando è venuto al mondo ci fosse una norma così piena di buon senso. Ma dov'era la legge quando è morto? Spero voi non dobbiate mai porvi la stessa domanda».

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