27 Luglio Lug 2016 1402 27 luglio 2016

Pronte a difendere la Francia

Dopo gli attentati terroristici che hanno colpito la Francia tra il 2015 e il 2016, anche diverse donne hanno scelto di arruolarsi nella riserva militare. Ecco le storie di quattro di loro.

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riserva militare donne

Dopo gli attentati di gennaio e novembre 2015 in Francia, le candidature al centro d'informazione e reclutamento dell'arma francese sono andate via via aumentando e adesso anche Marion Le Pen si è detta pronta a entrare in campo per aiutare «i cristiani a rialzarsi e resistere all'islamismo». Tra gli aspiranti riservisti, però, ci sono anche diverse donne 'comuni'. Madame Figaro ha raccolto le testimonianze di alcune di loro, tra i 17 e i 35 anni.

CAMILLE, 17 ANNI
Originaria dell'Essonne, Camille (nome di fantasia) ha soltanto 17 anni e conosce bene l'ambiente militare: sia il padre che il nonno ne hanno fatto parte e lei ha appreso da loro il rigore comportamentale che, dice, ritrova nella riserva. Appena raggiunta l'età minima per potersi impegnare, a maggio 2016, non ha esitato: «Dopo gli attentati ho deciso di sostenere attivamente i militari. Mi sento in debito perché sono cresciuta in quel mondo, e sento che mi appartiene». Quando la giovane ha comunicato la sua intenzione alla famiglia, il padre si è opposto perché non accettava che una ragazza si inserisse in quell'ambiente. Ora, però, è fiero di lei. Dopo tre settimane di reclutamento, le ragazze possono pattugliare con un'arma. Il rischio c'è, ma Camille non sembra temere nulla: «Non c'è motivo di aver paura sul campo. Siamo state ben formate».

LAETITIA, 26 ANNI
Prima di arruolarsi nella Marina Nazionale a fine 2015, Laetitia studiava storia dell'arte. La giovane ha scoperto la possibilità di impegnarsi tramite due compagni di classe: «Mi parlavano dello spirito di gruppo, della solidarietà, dell'orgoglio». Così, dal 2014, la ragazza ha iniziato a riflettere sulla possibilità di offrire il suo contributo, e dopo l'attentato a Parigi di gennaio 2015 se n'è convinta: «Sono rimasta estremamente scioccata ma anche fiera dell'ondata di patriottismo che è seguita. Era il momento di impegnarsi». Due mesi più tardi, ha inviato la sua candidatura. «Il rischio esiste ovunque oggi, che si sia militari, riservisti o civili. Potreste anche voi essere attaccati mentre siete tranquillamente a Nizza a guardare i fuochi d'artificio».

MARINE, 17 ANNI
Il nonno di Marine era un luogotenente. Non l'ha mai conosciuto ma lei, 17enne, ha voluto dedicargli il suo impegno militare. Ci pensa da quando aveva 12 anni: «Mi è stato detto che l'arma è una grande famiglia unita, insegni giusti principi e permette di conoscere la vita in comunità. Voglio difendere il mio Paese», ha affermato. Ma il suo impegno è segreto: «Non lo dico ai miei amici, perché potrebbero spargere la voce. Ed è rischioso, perché siamo bersagli».

LUDIVINE, 35 ANNI
Ludivine si è dovuta affrettare. Ha inviato la candidatura giusto prima di compiere 35 anni, età massima per arruolarsi nella riserva dell'arma di Terra. Direttrice generale dei servizi di un comune dell'Ile-de-France, ama mettersi a disposizione degli altri. Ha inviato la sua richiesta ad aprile e comincerà la formazione ad agosto. «Gli attentati hanno aumentato la mia voglia di arruolarmi», ha affermato. E ha aggiunto: «Amo il rigore e il rispetto dell'uniforme. Le persone a me vicine non sono rimaste sorprese. Sono fiera di essere stata reclutata».

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