27 Luglio Lug 2016 1935 27 luglio 2016

Anche la centenaria dice sì a Hillary

Geraldine Emmett ha 102 anni ma anche grazie al suo voto ha permesso a Clinton di entrare nella storia come prima donna candidata alle presidenziali negli Stati Uniti.

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Geraldine Emmett

Da quando è nata ha visto ben 17 presidenti insediarsi nella Casa Bianca. Ha sofferto come migliaia di statunitensi per la morte di Franklin Delano Roosevelt in uno dei momenti più difficili della storia del mondo, ha gioito quando John Fitzgerald Kennedy è stato eletto, ha seguito con indignazione lo scandalo Watergate in cui era implicato Richard Nixon. Geraldine Emmett, classe 1914, ha vissuto abbastanza a lungo per vedere Barack Obama diventare l'uomo più potente  e ora è stata artefice della storica candidatura presidenziale di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali. Da una donna che ha vissuto un secolo fatto di cambiamenti a una donna che quei cambiamenti li vuole fare.

CENTENARIA DI SPIRITO
Geraldine Emmett arriva dall'Arizona, ha 102 anni e fa parte del gruppo di 51 delegati del Grand Canyon State che con il loro voto hanno contribuito a scrivere una pagina importante della storia degli Stati Uniti d'America. Da sempre attiva nel mondo della politica, quando ha scoperto che Clinton era stata eletta dal Congresso democratico Emmett si è detta emozionata per essere riuscita a vivere così a lungo per votare in favore di una donna alla presidenza. «Quando un'esponente del mondo femminile diventerà presidente sarò contentissima e potrò dire che questo Paese sta andando nella giusta direzione», ha commentato a caldo.

PRIMA DELLA POLITICA
E pensare che Geraldine è nata ben sei anni prima che alle donne venisse concesso il diritto al voto negli Usa. Quando nel 1920 venne concesso il suffragio femminile lei aveva già sei anni. Da allora la politica le è entrata nel sangue e quando Hillary Clinton ha annunciato la voglia di provare a diventare il primo presidente statunitense donna Emmett si è schierata subito con l'ex first lady. Anzi, la 102enne è andata addirittura oltre, fondando un fan club in suo onore. A stupirla di più, tuttavia, non è stato tanto la nomina di Clinton quanto «essere vissuta così a lungo da aver visto una cosa del genere. Per me questa è una vera e propria iniezione di vita».

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