26 Luglio Lug 2016 1624 26 luglio 2016

Senegal, il girl power è smart

Grazie alla campagna #RewritingTheCode, nel Paese africano le donne imparano i linguaggi di programmazione, sviluppando nuove app. Un passo importante verso l'emancipazione femminile.

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Nellya Maylis e Aida Mansour Lo, due delle programmatrici che hanno creato Sigeste.


In Senegal non mancano di certo i lotti di terra su cui edificare nuove case. Il problema è che ognuno di essi, a quanto pare, ha almeno cinque proprietari. O almeno persone che si dichiarano tali, con tanto di documenti. Falsi, ovviamente. A Dakar e dintorni, insomma, il mercato immobiliare è un caos e le truffe sono sempre dietro l'angolo. Presto, però, i compratori potranno avere a disposizione un modo molto semplice per sapere quali sono i terreni davvero in vendita e, nel caso, i proprietari a cui rivolgersi per avviare le trattative: Sigeste, ovvero una app che, grazie alla digitalizzazione dei documenti del catasto, è in grado di indicare a chi l'ha scaricata quali sono i terreni liberi e quali no. Sviluppata da quattro giovani programmatrici, questa app è un primo passo verso quello che potrà diventare il Senegal del futuro.


RISCRIVERE I CODICI
Una delle quattro programmatrici, Nellya Maylis, ha 24 anni e un look decisamente geek. Come ha raccontato al Guardian, Sigeste è nata grazie a #RewritingTheCode. Lanciata dalla presidente Sarah Brown, moglie dell'ex premier britannico Gordon Brown, si tratta di una campagna di Theirworld grazie alla quale bambine e ragazze, dai cinque ai 24 anni di età, hanno potuto imparare linguaggi di programmazione in 'coding club' (cioè scuole di programmazione) sparsi in tutto il Senegal. L'idea alla base della campagna è che purtroppo in Africa troppe donne nascono con un certo 'codice' da rispettare e con una serie di aspettative da soddisfare. Lo scopo di #RewritingTheCode è provare a rompere questi schemi, dando alle donne africane nuove opportunità e strumenti per decidere cosa vogliono fare nella vita. La tecnologia e l'informatica non fanno certo parte di questi codici, eppure l'esperienza di Sigeste dimostra che tutto è possibile.

COME LA SILICON VALLEY 
«Riesco a immaginare nel futuro una donna senegalese a capo di Google, senza problemi». Bitilokho Ndiaye oggi lavora al ministero dell'Informazione. Quando era una bambina, dopo aver fatto i compiti doveva anche aiutare la madre nelle faccende di casa, cosa non richiesta ai fratelli. La sua voglia di cambiare la realtà l'ha portata lontano e adesso lavora affinché le sue connazionali abbiano gli stessi diritti degli uomini: «Abbiamo iniziato un programma che permette alle ragazze di fare pratica nel digitale e stiamo anche favorendo l'imprenditoria femminile. Dal punto di vista delle infrastrutture il Senegal non ha problemi, i veri ostacoli sono gli stereotipi socioculturali che riguardano le donne esperte di informatica. Ma su questo stiamo lavorando». Infatti, ogni anno il ministero organizza un weekend dedicato alle donne che lavorano nelle telecomunicazioni, dove nascono nuove idee e collaborazioni. Ma non finisce qui: nel 2015, a 40 km dalla capitale Dakar, sono iniziati infatti i lavori per la realizzazione del Diamniadio Technology Park, la 'Silicon Valley senegalese'. Un'area di 26 ettari che dovrebbe diventare un polo strategico per la ricerca nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione, capace di attirare i capitali stranieri delle grandi multinazionali.

NON SOLO SIGESTE
A Dakar, grazie anche ai fondi dell'Unesco, sono sempre di più le donne che negli ultimi tempi hanno sviluppato e lanciato delle app, utili per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni in Senegal. Una ad esempio permette agli utenti di scambiarsi libri, un bene molto costoso in questo Paese, mentre un'altra viene usata per organizzare lezioni online. Ci sono poi la app che consente alle donne a controllare lo stato di salute dei figli, quella che permette alle mamme di ritrovare i figli smarriti e anche quella con cui gli utenti possono segnalare la presenza di spazzatura per strada. Il focus locale sembra essere fondamentale nello sviluppo tecnologico del Senegal: «Vorrei che i giovani senegalesi capissero che per avere successo non c'è bisogno di lasciare il nostro Paese, che possono rimanere qui ed essere felici», spiega la blogger e ingegnere informatico Moussoukoro Diop.

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